Un semplice corridoio che col tempo è diventato un mito. Beh, semplice non proprio. Visto che è lungo circa 800 metri e attraversa, sopraelevato, la parte nobile della città. Per la maggior parte dei Fiorentini il Corridoio Vasariano è un mistero, un non-luogo (come si dice oggi) sospeso in aria e pieno di quadri, che pochi eletti hanno potuto percorrere. Secondo alcuni si tratterebbe di un luogo segreto da cui osservare senza essere visti. Per notare eventuali movimenti sospetti. Del resto fu voluto da Cosimo de’ Medici che lo utilizzava, insieme ai familiari, per spostarsi tra casa e lavoro. Da Palazzo Vecchio a Pitti il cammino non era certo breve e in assenza di auto blu attraversare la città poteva non essere salutare. In quel periodo − si era nella seconda metà del Cinquecento − i Medici non erano popolarissimi. E poi, vuoi mettere la soddisfazione di osservare dall’alto i propri sudditi senza essere visto?
Negli anni il Corridoio è diventato un museo, una sorta di appendice degli Uffizi. Visitabile però solo su appuntamento e a piccoli gruppi. Fino a luglio 2016. Quando improvvisamente, per decisione dei vigili del fuoco, l’illustre camminamento è stato chiuso. Anche ai pochi eletti. L’11 luglio chi voleva passare ha trovato le porte sbarrate. Secondo “voci di corridoio”, tre sono state le ragioni che hanno spinto le autorità a prendere questa drastica decisione.
1) La mancanza di uscite di sicurezza, che però mancano da sempre. E da profani, immaginiamo la difficoltà di piazzare delle uscite di sicurezza che si aprono sull’Arno o sulla testa dei malcapitati che passano lì sotto.
2) Il grande caldo, visto che il Corridoio è privo di impianto di condizionamento. Come del resto molti treni di pendolari che però sfrecciano, si fa per dire, imperterriti.
3) Le idee un po’ nebulose dei pompieri, che pare non sapessero bene cosa fosse in realtà il Corridoio. Una parte degli Uffizi oppure no? Un museo autonomo o un passaggio pieno di quadri appesi lì come in una sorta di magazzino? In poche parole: o si apre a tutti o si tiene chiuso a tutti. Una lezione di democrazia. Anche se è sconfortante il fatto che, dopo tutti questi anni, ai pompieri nessuno abbia ancora spiegato nulla.
Qualche giorno fa però il nostro primo ministro e il ceo di Amazon hanno visitato il Corridoio. Voci di Corridoio hanno assicurato che per l’occasione la temperatura era molto calata. Anzi, probabilmente pioveva!

Nella foto, uno scorcio del Corridoio Vasariano. O almeno così ci hanno assicurato.

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Duccio Magnelli

Lettore un po’ bulimico, non si limita a leggere qualsiasi cosa gli capiti sotto mano ma decide anche di mettersi a scrivere. Diventa così un giornalista pubblicista che scrive di calcio e si impiccia di tutto il resto. Romanzi compresi. Come i tre che (per ora) portano la sua firma.

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Festa in giardino

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Spirito olimpico