Salti temporali

Questa rubrica è cominciata come un film di Guy Ritchie, o Iñárritu, senza nessuna introduzione o presentazione, come se fosse una rubrica aperta già da qualche anno, direttamente nel vivo della trama con una recensione di Moonrise Kingdom in programmazione al Fiorella.
Se fossimo in un film di Lasse Hallström gli spettatori dovrebbero farsi rendere i soldi del biglietto perché nei monolitici film del regista svedese i salti temporali non esistono e se vi siete persi l’inizio, beh, ve lo siete persi. Ma questa rubrica ha uno stile un po’ più alla Kiss Kiss Bang Bang, il sottovalutatissimo film di Shane Black, e quindi possiamo fare un salto indietro e zommare su di me che cammino in via di Novoli e…

 

Novoli Hill

…all’improvviso mi scontro contro un goffo commesso uscito di corsa dal Bar Gaetano con in mano una spremuta di arancia che finisce sulla mia maglietta. Ci metto più del dovuto ma capisco in pochi secondi che non sono io, ma sono Julia Roberts e sto interpretando Anna Scott in un Notthing Hill in versione Novoliana. Intorno a me è una giornata primaverile anche se è dicembre e da tutte le autoradio delle auto arrivano le note di When You Say Nothing At All di Ronan Keating e gli uccellini volano intorno al tribunale. Sono bella, ho degli occhiali vistosi e il mio abbigliamento risente ancora un po’ della ambientazione temporale troppo vicina agli anni ’80, ma sono terribilmente attraente e il commesso giustamente ci prova e mi invita a ripulirmi nel suo negozio.

 

Mio fratello Eric

A quel punto mi sveglio d’improvviso nel mio letto e corro subito in bagno per vedere se stavo solo sognando e mi ritrovo da solo, nella stanza più accogliente del mio appartamento, a rammaricarmi per non vedere riflessa nello specchio Julia Roberts, ma solo una versione mattutina e un po’ sbattuta di me stesso.
Nei giorni successivi continuo a guardarmi di nascosto negli specchi sperando di intravedere lunghi capelli ricci o le vistose gengive di Julia Roberts, ma niente, continuo a vedere solo me stesso. Il pensiero comincia a diventare un ossessione, comincio a sperare che camminando per strada mi fermi un ricco e annoiato uomo d’affari per chiedermi di passare una settimana con lui, poi mi metto in testa che a Campi Bisenzio stanno avvelenando le falde acquifere e decido di difendere gli ignari cittadini improvvisandomi avvocatessa. Ma niente. Non sono Julia Roberts.
Il lavoro e la mia relazione sentimentale ne risentono, così decido di andare da una psicologa, la dottoressa al primo colloquio mi dice che sono un CineManiaco e che non c’è niente da fare, che non potrò mai essere Julia Roberts, nemmeno se sposo un cantante country o se costringo mio fratello a chiamarsi Eric e a girare film penosi. La mia vita non sarà mai come quella della attrice di Notthing Hill.
Piango, seduto sulla poltrona della psicologa.
Lei mi lascia piangere, poi mi porge un fazzoletto di carta e un biglietto con su scritto TuttaFirenze. Mi dice di chiamare, che potranno aiutarmi.
Così contatto TuttaFirenze, prendo un appuntamento e ripeto tutta la storia ai redattori, espongo il mio dolore, snocciolo la mia ossessione davanti ai loro sguardi in cui scorgo una nota di distacco, alla fine, loro, dopo aver chiamato l’ordine dei giornalisti ed essersi assicurati che come redattori non possono prescrivere un trattamento sanitario forzato, mi affidano una rubrica di cinema, il CineManiaco, appunto.

 

Cinemaniaco

Sarà una rubrica che non darà risposte, ma solo domande. Domande del tipo: cosa sarebbe successo se Julia Roberts invece che in un negozio di Notting Hill fosse entrata in un negozio di Novoli ? Via Baracca oggi sarebbe più famosa di Portobello Road? Madonna farebbe jogging alle 6 del mattino al Barco accompagnata dai suoi cani carlini? Oppure, riusciremo mai a vedere in una delle sale fiorentine un film dei fratelli Duplass, astri nascenti del cinema mumblecore americano? E sarà vero che Kristen Stewart studiava al Galileo ma faceva sempre forca per andare a pomiciare a Boboli con quelli dell’università? (senza che Robert Pattinson, che invece faceva l’ITI, lo sapesse?) E Campi Bisenzio, cinematograficamente, sta a Firenze come New Orleans sta a New York? Insomma, domande come queste o ancora più inutili troverete sul CineManiaco, uno sguardo fiorentino vago e schizofrenico sul mondo cinema.

 

Cose, fatti e persone citate nel Post:

Kristen Stewart: un sorriso tutto denti e malinconia e attrice di piccoli preziosi film come Adventureland e Speak
Mark e Jay Duplass: autori, produttori e attori di film geniali in stile mumblecore 
Guy Ritchie
: regista di film come The Snatch ma soprattutto ex marito di Madonna
Alejandro González Iñárritu: regista di Amores Perros e 21 grammi
Lasse Hallström: regista di film senza salti temporali e di un paio di capolavori come Buon compleanno Mr Grape e The Shipping News
Kiss Kiss bang Bang: film sottovalutatissimo di Shane Black con Val Kilmer e Robert Downey Jr, “conoscete la mossa di Kansas City?”
Pretty Woman: film di Garry Marshall del 1990 con Julia Roberts
Erin Brockovich: film di Steven Soderbergh del 2000 con Julia Roberts
Lyle Lovett: cantante country ed ex marito di Julia Roberts
Eric Robert:  fratello di Julia Roberts e attore in oltre 40 film con cui ha cercato di far dimenticare il suo ruolo nella soap Destini, senza riuscirci
When You Say Nothing At Allbrano della colonna sonora di Notthing Hill
Ronan Keating: cantante della canzone sopra senza gradi di parentela con il Keating professore del l’Attimo Fuggente

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Michele Arena

Interessato a tutto ciò che è Indie, ma soprattutto alla musica e al cinema, lavora come Operatore sociale a Campi Bisenzio. Il suo sogno è tenere una lezione al DAMS su Notthing Hill.