CamilleriQuando ero ancora Peter Pan, ricordo che comprai la tutina celeste che Sean Connery sfoggiava in Goldfinger. In quella sorta di emulazione c’era tutta l’eccitazione di un ragazzino che prova a calarsi nei panni del più famoso agente segreto della storia. Ma c’era anche la voglia di diventare grandi, famosi, combattenti e piacenti. Un mix esplosivo di forza, sesso, humor e sex appeal.
Oggi la voglia di crescere si è attenuata ed anche la voglia di combattere fisicamente, lasciando il posto ad una più cauta voglia di immedesimarsi in qualcosa di più vicino al nostro stato attuale. Per simpatia anagrafica ho letto con molto piacere questo testo di Camilleri e mi sono sentito subito a mio agio.
Il consueto uso del siciliano non ostacola la fluidità della lettura ed i personaggi sono tutti ritagliati psicologicamente con grande abilità. Ed il commissario diventa così il nostro nuovo 007.
Cosa ce lo avvicina così prepotentemente e ce lo fa amare? Certo che a questa domanda hanno risposto le più grandi firme di critici televisivi e non, e così provo a cimentarmi anch’io in una risposta puntuale.
Credo sia l’assoluta radicalizzazione nella realtà, l’aderenza ad uno stereotipo di uomo che può esistere davvero nel quotidiano, lontano dalle iperboliche avventure surreali ed inverosimili di tutti i super eroi conosciuti. Qui c’è un uomo; burbero ma simpatico, pragmatico, onesto, deontologicamente impeccabile, ma anche con un sacco di difetti caratteriali. C’è poco da fare: ti ci ritrovi e ti diventa subito simpatico.
In questo testo, di piccoli racconti, manca il respiro delle trame poliziesche più ampie, ma rimane tutta la cornice umana ed il sottobosco sociale. Una lettura meno adatta ai cultori del giallo e senz’altro più consona agli amanti del personaggio.
Si fa leggere bene… in fondo tutti vorremmo essere un po’ Montalbano!

Edizione commentata

Andrea Camilleri, Un mese con Montalbano, Mondadori, Milano, 2009

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Filippo Papini

Nato a Firenze (qualche tempo fa) dove vive e lavora. Laureato in Lettere, ha pubblicato i testi teatrali Tutti mi vogliono, tutti mi cercano, La danzatrice dal ventaglio nero, È quasi ora, Le perdute parole; un poliziesco Giallo mare; una raccolta di poesie Osè e una serie di articoli per riviste di nautica. Nel 2011 ha contribuito alla nascita dell’associazione culturale Arseniko. www.arseniko.it