Il New York Times ha pubblicato una notizia che è destinata a far parlare per parecchio tempo: sembra che Mark Zuckerberg abbia in avanzato stadio di sviluppo un’integrazione della piattaforma di tre delle più utilizzate App al mondo: Facebook Messenger, WhatsApp e Instagram.

Dal punto di vista applicativo resteranno tre app distinte, ma condivideranno la struttura tecnologica di fondo e, quindi, i dati. Questo aprirebbe nuove opportunità di comunicazione tra gli utenti, permettendo, ad esempio, di spedire messaggi da WhatsApp a Messenger o viceversa.

Ovviamente verrebbe mantenuta, anzi potenziata, la cifratura end-to-end che garantisce la privacy di chi si scambia informazioni.

Tra le ragioni della scelta di integrare le tre piattaforme, che fino a poco tempo fa Mark Zuckerberg giurava e spergiurava che sarebbero rimaste distinte e disgiunte, è lecito ipotizzare che ci sia la volontà di incrementare l’utilizzo della sua piattaforma di riferimento, Facebook, che in questi ultimi tempi ha avuto un calo di utilizzo, in parte causato dalle vicende di violazione della privacy.

Da notare che potrebbe anche nascere un problema di privacy, dato che per registrarsi su Whatsapp basta inserire un numero di telefono, mentre Instagram e Facebook richiedono maggiori informazioni personali. L’unificazione aggirerebbe questa differenza, rendendo di fatto disponibili alle tre piattaforme informazioni che l’utente non ha espressamente autorizzato su ciascuna.

Nel corso dell’anno si saprà di più, dato che il progetto, nei piani di Zuckerberg, deve essere realizzato entro la fine del 2019 o, al massimo, ad inizio 2020

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Francesco Reale

Mi piace definirmi lombardo di origine, fiorentino di adozione. In realtà Firenze se ne è ben guardata dall’adottarmi. Non si è neppure sbilanciata su un affido. In sintesi, quindi, sono un apolide, con un accento da autogrill, che vive a Firenze da circa un quarto di secolo. Delle numerose passioni che coltivo, quella per la musica è il filo conduttore dei miei primi interventi su tuttafirenze, ma il mio ego ipertrofico e la mia proverbiale immodestia mi spingono ad esprimermi su qualunque argomento, con la certezza di riuscire a raggiungere vette non comuni di banalità e pressapochismo. I miei contributi hanno uno scopo ben preciso: rincuorare le altre firme, dando loro la consapevolezza che c’è sempre chi fa peggio.