Una vittoria in rimonta esalta sempre. Specie se ottenuta fuori casa, su un campaccio, di quelli tosti, dove sai bene che in altre circostanze, al massimo, ne avresti ricavato un pareggio. Specie se al novantesimo senti un boato in sottofondo, controlli attentamente e scopri che il Milan ha perso all’ultimo minuto.
Ma io ho in testa, ancora, solo una cosa: Fiorentina-Juventus 4-2.
Qualsiasi partita, dopo quell’apoteosi del Franchi, avrebbe ricevuto un’attenzione minima e una diffidenza stellare: come il secondo capitolo di Die Hard, la seconda trilogia di Guerre Stellari o come il ritorno del binomio Max Pezzali-Mauro Repetto.
Ricordo ancora una puntata del Maurizio Costanzo Show. Il Maurizio Costanzo Show era bello perché viveva su un’accozzaglia di invitati, tutti insieme, senza una logica. C’era lo scrittore in erba, a volte il mio professore di Relazioni Internazionali, il Mago Otelma, il politico, il rumorista Dario Bandiera – specializzato in imitazioni delle Frecce Tricolori – e Demo Morselli, pronto ad aizzare la Demo Big Band Orchestra.
Una volta, al Maurizio Costanzo Show, fu invitato Carlo Verdone: battute memorabili, sketch esilaranti e poi via, per improrogabili impegni di lavoro.
Dalla platea esaltata al silenzio imbarazzante. Maurizio si guardava intorno, scrutava i suoi invitati e cercava conforto in qualcuno, qualcuno che potesse prendere di nuovo il programma in mano. Ma il rumorista Dario Bandiera, con la sua imitazione della centrifuga della lavatrice, non era presente. Così prese la parola Andrea Roncato: senza Gigi, senza Stefania Orlando, senza verve, Andrea Roncato era più triste di un Dario Bandiera costretto a imitare le flatulenze di Robocop per farsi strada nello show-business. Ma Andrea Roncato, da quella sedia, in quella puntata divenuta improvvisamente così triste, sentenziò una grande verità: “Dopo i fuochi d’artificio, tutto sembra spento”.
Come in Die Hard: il primo capitolo è un capolavoro, il secondo non è male, ma hai ancora negli occhi le imprese del primo, e il terzo… bé, il terzo… Il terzo capitolo di Die Hard è l’action movie più esaltante della storia del cinema.
Mercoledì c’è il Napoli: e ho detto tutto. Voglio esaltarmi come Bruce mentre recupera tutto l’oro di Wall Street.
Yippee-Ki-yay, Moteherfucker!

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Paolo Serena

Paolo Serena, sociologo e giornalista, toscano doc e fiorentino mezzosangue, è un gran tifoso viola e un fan senza tempo di Riccardo Zampagna.
Ama gli spaghetti alle vongole, il caffellatte con le Gocciole e il sud-est asiatico; odia la Juve.
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