Ho ceduto ad Halloween. Credo sia per via di quella mia epica interpretazione come “Strega Rossella” alla recita di fine anno al nido del mio piccino. O forse è solo perché adoro la zucca.
È sabato mattina. Sono al mercato di Sesto Fiorentino, davanti al banco di frutta e verdura dei Palchetti e sto pensando che forse…
“Senti, scusa, vorrei portare i miei bimbi a scegliere una zucca nel campo. So che il vostro è qui vicino. Allora mi chiedevo se….”.
“Da mangiare o da decorare?”
Franci: no!!!! Non lo fare, non ti riesce! Lascia perdere il fai da te, lascia che lo faccia chi se ne intende. E pensa invece a quanto è buono il risotto di zuc….
“Da mangiare”.
“Le ho finite di cogliere tutte due giorni fa!”.
“Appunto!! Vabbè allora…”.
“Le ho messe tutte al riparo nel capannone. Potete venire a sceglierne una tra quelle. Domani ti va bene?”.
E così scopro che dietro al Teatro della Limonaia di Sesto c’è una stradina fangosa che punta dritto dritto al loro campo.  Che è un campo enorme e, in questi giorni, è pieno di cavoli di ogni tipo. E si sente da lontano! Che il fango è tremendo, anche se hai gli stivali da pioggia migliori del mondo. Ma è anche una delle cose più divertenti – fino a che non ti ci casca dentro un figliolo. Che le zucche più belle sono sempre quelle in fondo al mucchio – sotto a tutte le altre. È un classico, no?!
E ora – che è una settimana che mangiamo zucca anche a colazione – scopro che forse era meglio se sceglievo tre zucche da decorare. Ma forse anche no!

zucche
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Francesca Falagiani

Fiorentina d’importazione. Sono mamma – a tempo quasi pieno – di tre piccirulli. La mia vita è piena e rumorosa. Un po’ un caos! Dicono di me che sono una persona solare e positiva. Sicuramente: sorrido, spesso. Sono laureata in Media e Giornalismo, sto studiando per diventare maestra. E cerco di barcamenarmi tra mille cose, come tutte le mamme. E poi c’è il mio blog SmartMommy (http://www.smartmommy.it/). Per raccontare tutto il bello dell’essere mamma. Il bello anche nella fatica, nell’esaurimento, nello sconforto. Che ci sono – è innegabile – ma sono una parte. Per raccontare che si può fare. E lo si può fare divertendosi.

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Quei visi storti

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Andata e ritorno