Continuando a scrivere di specialità assaggiate in quel di Budapest, non posso non soffermarmi su alcune che, pur non rientrando nella definizione di streetfood più classica, meritano comunque una citazione in questa rubrica. Sto parlando delle zuppe.

Di infinite varianti queste pietanze possono essere trovate praticamente ovunque, a partire dai ristoranti più tipici o della zona turistica, che le propongono come prima pietanza, fino ad arrivare al pub di periferia attrezzato per offrire qualcosa da mangiare ai vari clienti.

La versione più classica, nonché la più curiosa, è quella all’aglio (come il già citato Langos, da qui facili le battute sulla alitosi ungherese e su varie superstizioni dovute soprattutto con la vicinanza ed una certa diatriba tra Magiari e Rumeni per la podestà della Transilvania) servita in un recipiente ricavato da una bozza di pane.
A seguire abbiamo soltanto l’imbarazzo della scelta. Consiglio caldamente l’immancabile gulash di carne, poi la versione ai funghi e ai fagioli. Semplicemente deliziose.
Da tenere in sempre in considerazione sono le dosi. Una porzione ungherese in un ristorante è circa una volta e mezzo quella media italiana! Per alcuni appetiti meno voraci, una zuppa può essere già un pasto completo.

Curiosità: se viene proposta provate ad aggiungere mezzo cucchiaino di salsa di paprika. Particolarmente salata e piccante dà alla vostra zuppa “quella marcia in più”.

Trovate simili anche in Slovacchia e spietatamente servite anche d’estate, queste zuppe sono un pasto particolarmente economico, soprattutto con il cambio Fiorino Ungherese – Euro a favore, ed una curiosità da provare.

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Alessandro Fantini

Fiorentino di terza generazione, divoratore di libri e fumetti, instancabile frequentatore di cinema e pub. Tifoso sfegatato di rugby, collezionista compulsivo, amante dei tatuaggi.
Poi ho anche dei lati positivi.