Eurovelo 7
Il cicloturismo è un bel modo di viaggiare. Provare per credere o meglio: pedalare per credere.
Perché? Semplicemente perché sei sempre in viaggio e sei l’unico padrone del tuo tempo. Non ci sono i tempi morti dei trasferimenti. Non ci sono le ansie degli orari e le impazienze del traffico. Ti basta fare affidamento sulle tue gambe. In sintesi: basta la salute.
Arrivare a Firenze in aereo o in treno vuol dire trascinare il trolley in tram fino a destinazione. Il tuo viaggio inizia solo quando sei in camera. E se invece ci arrivi in automobile la tua unica preoccupazione è quella del parcheggio.
Invece se arrivi a Firenze in bici, per esempio dalla ciclabile lungo l’Arno che parte dai Renai, entri subito in confidenza con Firenze mescolandoti con i fiorentini in carne e ossa, mentre in lontananza il Ponte Vecchio e la Cupola si avvicinano pedalata dopo pedalata.
In bici non ti godi solo l’arrivo ma anche il tempo per arrivarci. È un po’ come fare l’amore. In bici godi di più perché ti godi l’atto nella sua completezza, a partire dai preliminari.
Nel mio percorso in bici quotidiano Campi Bisenzio (casa) – Porta Romana (lavoro) e viceversa pedalo praticamente sul percorso ciclabile “Eurovelo n. 7”. Sta per arrivare Primavera e mi capiterà sicuramente di incontrare tutti i giorni nel tratto dei Lungarni gruppi di cicloturisti.
Gli Eurovelo sono percorsi ciclabili a lunga percorrenza. Hanno una segnaletica dedicata e attraversano l’Europa in tutte le direzioni. Sono itinerari soprattutto turistici, ma in molti casi collegati con percorsi ciclabili locali. Si tratta di una vera e propria rete ciclabile europea nata negli anni Novanta, fatta di quindici itinerari per un totale di settantamila chilometri. Gli ideatori di fatto hanno disegnato su carta questi itinerari sfruttando tratti nazionali di vie ciclabili già esistenti, greenways, vecchie strade militari, argini dei fiumi, sentieri e strade poco transitate. Soltanto a partire dal 2007 sono arrivati i primi finanziamenti per realizzarli nel concreto.
Nel mio Tour in bici in Europa l’Eurovelo che ho incrociato più spesso è proprio la n. 7. L’itinerario per intero é Capo Nord – Malta. Ci ho pedalato nel tratto Praga – Copenaghen e ci pedalo tutti i giorni nel tratto Campi Bisenzio – Porta Romana. È un modo per sentirsi sempre in viaggio, sempre in vacanza.
In alcuni casi i percorsi Eurovelo sono ben segnalati, in altri è solo tracciato su mappa e quindi per trovarlo serve la traccia GPS. Il logo Eurovelo è molto riconoscibile perché è la bandiera europea con al centro il numero dell’itinerario. Il tratto italiano più lungo, dove è possibile pedalare in tranquillità con la sicurezza che a ogni intersezione potrai leggere su una palina il segnale del logo Eurovelo con la direzione da prendere, è quello lungo l’Adige da Verona al Brennero. Ho fatto un esperimento. Ho pedalato sulla Eurovelo 7 da Campi a Pontassieve e l’unico segnale l’ho trovato a Pontassieve. Servono segnali concreti da parte delle amministrazioni locali per incentivare il cicloturismo. Anche perché ormai è uscito definitivamente dalla sua nicchia.
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