Fiabe diseducative
Ha sollevato, comprensibilmente, un vespaio di polemiche la protesta di due giornaliste americane che, in occasione della riapertura di un parco divertimenti Disney, hanno stigmatizzato il bacio del principe a Biancaneve, perché non consensuale.
Nel loro articolo sul San Francisco Chronicle le due non si sono spinte ad identificare espressamente il reato commesso dal principe, complicando quindi il lavoro all’Ufficio Legale di Corte che non è chiaro se debba difendere il rampollo reale da un’accusa di molestie sessuali o di violenza sessuale.
L’importante è che comunque si riesca ad ottenere una piena assoluzione, per creare un precedente a cui appellarsi quando verrà presentata un’analoga denuncia nei confronti dell’altrettanto violento principe della Bella Addormentata.
Pare che la tesi che porterà avanti la difesa sarà che il bacio sia stata un’azione medica salvavita, finalizzata al risveglio del soggetto in stato comatoso; nella sostanza, quindi, una misura equiparabile a quelle messe in atto in situazioni analoghe, come la respirazione bocca a bocca.
In simili casistiche, infatti, si possono ravvisare motivi di estrema necessità che giustifichino la mancata richiesta di consenso, non essendo il soggetto in condizioni di prestarlo e trovandosi in pericolo di vita.
Se questa tesi verrà accolta dal giudice, il principe al massimo potrà essere accusato di esercizio abusivo della professione medica.
Per alleggerire la posizione, è comunque volontà dei legali del principe evidenziare che nei comportamenti di altri soggetti coinvolti nella vicenda è possibile ravvisare reati, in taluni casi anche più gravi.
Non è forse ancor più grave l’istigazione a delinquere della perfida regina, che chiede al guardacaccia di compiere un omicidio con vilipendio del cadavere (anche se non è chiaro se la richiesta del cuore di Biancaneve sia una semplice aggravante o indichi una volontà di effettuare traffico d’organi)?
Pare che sull’argomento ci saranno anche proteste da parte dei movimenti animalisti, considerato che il guardacaccia si è macchiato di violenza sugli animali, uccidendo un cervo al solo scopo di portarne il cuore alla perfida regina (anche se poi le attenuanti generiche gli verranno ragionevolmente riconosciute, per aver protetto col suo comportamento Biancaneve).
La stessa regina, visti gli scarsi risultati come mandante, ha posto in atto in prima persona un tentativo di omicidio per avvelenamento; reato che di fatto ha creato le condizioni per l’intervento del principe.
Se dal punto di vista giuridico sono ravvisabili i suddetti reati, non è meno preoccupante che l’intero contesto in cui la vicenda si svolge sia costellato di situazioni oltre i limiti della comune morale e, per giunta, gravemente lesive della dignità di alcuni dei soggetti coinvolti.
Cosa dire, infatti, dello sfruttamento degli animali da parte di Biancaneve, che li impiega nello svolgimento dei lavori domestici?
Cosa dire, poi, della situazione di promiscuità nella quale convivono sotto lo stesso tetto una donna e sette uomini senza vincoli di parentela?
Cosa dire, infine, della rappresentazione che viene data dell’incapacità dei nani di gestire una casa e di rispettare le più elementari norme igieniche, estremamente lesiva dell’immagine dei nani in generale?
È evidente come i contenuti della fiaba siano altamente diseducativi. Raccontare simili storie a giovani menti, che ancora non dispongono degli strumenti necessari per interpretarli e incasellarli adeguatamente, è un atto di vera e propria violenza sui minori, che rende tutti i genitori corresponsabili.
Il messaggio in assoluto più diseducativo è, però, che il bacio di vero amore del principe possa vincere sulla morte di Biancaneve, facendo erroneamente credere ai bambini che il bene possa trionfare sul male. Non solo, ma un simile distorto messaggio fa addirittura credere ai bambini che il vero amore possa esistere.
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