L’ Alberò di Borgo San Jacopo
Caffetteria Alberò, Borgo San Jacopo 7r, Firenze
Ci sono vie a Firenze che se potessero parlare potrebbero raccontare la storia intera di questa nostra città.
Borgo San Jacopo sicuramente rientra a pieno titolo tra queste antiche vie che ne hanno viste di tutti i colori; dalle Torri Medievali alle mine tedesche allo smog nero di questi ultimi anni nulla è stato risparmiato a questo Lungarno non lungarno.
Per chi come me vive in Oltrarno, Borgo San Jacopo è una ferita aperta di una zona pedonale che l’ha resa un’autostrada rumorosa e grigia.
L’amministrazione comunale ha promesso che prima dell’estate Borgo San Jacopo avrà pace ma aspettando che maggio venga, come si dice a Firenze, un gruppo di ragazzi si è rimboccato le maniche e ha fatto nascere un Alberò in mezzo a tutto questo grigio.
La caffetteria Alberò, con l’accento su la ò, è un locale appena nato che ha portato una ventata di allegria e di novità ai piedi del Ponte Vecchio.
La forza di Alberò è puntare su prodotti biologici, come il caffè che servono, e alta qualità che puoi gustare in locale piccolo ma molto curato dove il legno la fa da padrone.
Tutti i prodotti sono di produzione propria dalle ottime brioche della mattina, anche vegan, ai tramezzini per un pranzo veloce.
Se siete amanti delle centrifughe o dei frullati di frutta fresca qui avrete solo l’imbarazzo della scelta.
Tutto vi vien servito anche in comodi contenitori take away e i prezzi sono veramente competitivi se pensate che tutto è fatto con prodotti freschi di giornata.
La filosofia di Alberò è, infatti, quella di offrire qualcosa di diverso rispetto ai locali che li circondano che spesso espongono nelle loro vetrine panini degli anni Ottanta o gelati gonfiati col compressore.
Anche l’accoglienza non è da Turistopoli, qui ti accolgono con il sorriso e coccolano il cliente abituale come chi passa solo una volta, proprio come si addice ad un bar di “quartiere”.
Bravi ragazzi!
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