La criptovaluta di Facebook
Stanno ormai diffondendosi in modo inarrestabile le indiscrezioni su quella che sembra essere una delle grandi rivoluzioni di Facebook: Libra (o, come si pensava fino a qualche giorno fa, GlobalCoin), la criptovaluta che Zuckerberg dovrebbe presentare ufficialmente tra qualche giorno, per diventare poi realtà nel giro di qualche mese.
Da tempo Mark Zuckerberg si stava interessando al mondo delle criptovalute e il suo obiettivo era stato in parte svelato da due precise mosse: l’acquisto nel 2016 della licenza bancaria e il divieto per Facebook dal 2018 di pubblicare annunci a pagamento relativi alle criptovalute.
La responsabilità del progetto Libra è stata affidata a David Marcus, già a capo di Messenger.
Per un passaggio così importante, Zuckerberg ha stretto accordi con partner di primo piano: PayPal, Uber, Visa e MasterCard. A quanto sembra, ciascuno di loro investirà 10 milioni di dollari per entrare a far parte del consorzio Libra Association, che avrà il compito di vigilare sulla moneta virtuale, che quindi non sarà, almeno formalmente, sotto il diretto controllo di Facebook.
A fronte di un budget che si aggira sul miliardo di dollari, saranno numerosi gli altri soggetti che entreranno a far parte del consorzio. Indiscrezioni anticipano i nomi di Stripe, Booking e MercadoLibre, ma ci sarà tempo per conoscere i dettagli.
Una delle caratteristiche che meglio dovrebbero differenziare Libra da tutte le altre numerose criptovalute (fonti del Sole 24 ore quantificano in circa 4.000 le criptovalute esistenti) è quella di una maggiore stabilità, in maniera tale da preservare gli utilizzatori e gli investitori delle ondate speculative. L’obiettivo verrà probabilmente raggiunto legando il valore di Libra ad una moneta corrente o, più probabilmente, ad un paniere di monete correnti.
L’ambizione è quello di trasformare Libra in una valuta utilizzata per tutte le attività di acquisti on line, dagli inevitabili Facebook e Instagram (nonché WhatsApp), agli acquisti su portali e siti di terze parti. Una strategia commerciale molto aggressiva, cioè praticare commissioni particolarmente vantaggiose, dovrebbe essere la chiave decisiva nella diffusione della nuova valuta e nell’adozione da parte di soggetti che, a vario titolo, vendono on line.
L’enorme bacino di utenti delle piattaforme di Zuckerberg (circa due miliardi e mezzo in tutto il mondo) potrebbe rappresentare l’elemento vincente nello “sdoganamento” al grosso pubblico delle criptovalute, fino ad oggi appannaggio degli addetti ai lavori.
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