Lo spirito olimpico
Che cos’è lo spirito olimpico? Non è un superdisinfettante per superbatteri. E non è nemmeno un digestivo, tipo nocino, magari preparato dai frati di chissà quale monastero mentre sognano improbabili medaglie.
Lo spirito olimpico è qualcosa di molto più etereo e impalpabile, che ogni 4 anni (in effetti ogni 2 calcolando l’alternanza dei giochi invernali ed estivi) entra nelle case di tutti noi e ci spinge a cambiare un po’ le nostre abitudini alla ricerca di valori forse un po’ desueti, come il rispetto, l’amicizia e la pace. Ricordiamo che nell’antichità, in Grecia, durante il periodo dei giochi olimpici le guerre venivano sospese. Peccato che nell’era moderna, durante le guerre, siano state sospese le Olimpiadi.
Non sappiamo se, con alle porte i giochi di Milano-Cortina, ci siano novità sui comportamenti delle persone. Sarebbe bello che sui social le offese fra utenti fossero in diminuzione, oppure che sull’autobus più persone del solito lasciassero il posto alle signore anziane, o magari che nelle code alla posta o in altri uffici nessuno tentasse di passare avanti. E nelle riunioni di condominio si potessero avere risse sporadiche e solo per “legittima difesa”.
Comunque, da qualunque parte si guardino, le Olimpiadi dovrebbero rappresentare un momento di unione, di fratellanza, di concordia. Il dubbio è che, da un po’ di tempo a questa parte, i giochi olimpici stiano diventando sempre più un affare soprattutto per i privati, visto che i governi ci rimettono sempre. Sebbene le dichiarazioni iniziali parlino spesso di costo zero. Obbiettivo impossibile da raggiungere, ma lo sanno benissimo anche loro.
Però, nonostante tutto, lo spirito olimpico continua ad avere un fascino quasi irresistibile. I giochi invernali sono già prenotati fino al 2038, quelli estivi fino al 2032 e ci sono già possibili candidature addirittura per il 2036 e il 2040.
Anche la nostra piccola Firenze ha cercato, nel tempo, di agganciarsi al carro dello spirito olimpico. Ricordiamo che negli anni 60 il delegato provinciale del Coni Giordano Goggioli, grande dirigente sportivo ma anche giornalista e pallanuotista, provò a candidare Firenze per le Olimpiadi del 1976, che poi andarono a Montreal (finite con un buco di bilancio colossale costato 30 anni di tasse ai cittadini canadesi).
Più recentemente, Firenze e Bologna hanno provato insieme il colpaccio per le Olimpiadi del 2032, che però sono state assegnate a Brisbane, Australia. Forse le due città ci riproveranno. Della serie, il pericolo è il mio mestiere, visti i tanti esiti precedenti che spingerebbero a evitare costosissime candidature.
Insomma questo spirito olimpico appassiona, nonostante che l’aspetto più “filosofico” sia stato in gran parte sostituito dal materialismo più estremo, che non tiene conto nemmeno delle problematiche legate all’ambiente. Perché, diciamolo, le Olimpiadi sostenibili non esistono più.
E poi anche le medaglie non sono più d’oro. Anzi, sembra che con il tempo tendano a scolorirsi.
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