L’ultimo segreto
Per fare una similitudine calcistica potrei dire che “squadra che vince non si cambia”. E che Dan Brown abbia una squadra vincente sono i numeri che ce lo dicono: milioni di libri venduti in questi ultimi decenni. Certo, la grande letteratura non è necessariamente legata a questo aspetto commerciale. Ma è anche vero che, laddove troviamo un classico, i numeri sono praticamente sempre molto importanti.
Nell’era del marketing e della pubblicità il passaparola, unica tecnica praticata in passato, non conta quasi più. Task force di laureati, pubblicisti, editori, distributori, etc., concorrono al risultato finale. Il lettore viene suo malgrado investito da questa marea roboante di slogan, immagini, musica e difficilmente ne rimane indifferente. Piano piano, inconsapevolmente, alla fine, un po’ per curiosità, un po’ per questo lavaggio del cervello si ritorna sulla vecchia strada, in questo caso quella già letta.
In quest’ultima pubblicazione la strada è comunque nuova, levigata, abbellita da orpelli ammiccanti, ricca di piante, fiori, di musica…
Così mettiamo sul giradischi questo nuovo vinile – toh, un’altra similitudine – ed ascoltiamo con trepidazione…
Beh, sì, l’idea è buona – almeno quella – e molto attuale: si parla degli studi sul fine vita, su cosa ci attende dopo, se c’è un’anima, cos’è la coscienza, ma soprattutto cosa rimane di noi dopo il trapasso.
Poi siamo a Praga. Bella e misteriosa, fra ponti famosi, piazze immense, vicoli oscuri, palazzi, castelli e giardini.
Poi c’è il nostro eroe Robert Langdon. Ormai lo amiamo il nostro professore sempre a cavallo fra l’intellettuale tuttologo – ma molto modesto che fa sempre colpo – e il super eroe invincibile, senza macchia né paura.
E a questo giro c’è pure la bella fidanzata! Questa è una vera novità…nel senso… cioè dopo venticinque anni di avventure di questo paladino del bene, la vera sorpresa del libro è che si fa, finalmente, una storia d’amore? Insomma… un po’ pochino, non trovate?
Infine, se si è un po’ smaliziati, si avverte nel libro la ricerca ossessiva di ripetere i cliché che hanno fatto la fortuna dell’autore. Sono talmente evidenti che non mi stupirei affatto che ormai il vecchio Dan riposasse il suo “stanco” corpo su una splendida isola dei Caraibi e che controllasse distrattamente il lavoro dei suoi ghost writer a lavoro finito – questa è una cattiveria gratuita – . O che addirittura si avvalesse di un’algida AI che gli farebbe pure risparmiare gli ingaggi degli scriba sopra menzionati – questa è veramente velenosa e senza appello! – .
Ma in fondo io gli voglio bene al professor Langdon, e voglio bene anche al vecchio Dan, che comunque ti fa passare delle ore di lettura in pieno relax, sognante e anche con argomenti interessanti, date le innumerevoli divagazioni scientifiche che si incontrano nella lettura.
Non è grande letteratura, lasciamola ad altri autori, ma la confezione ancora una volta è di qualità, mirata ad un pubblico preciso, che ha bisogno di “vivere” storie positive, di azione, ma anche romantiche e che, soprattutto, finiscano bene – tarallucci e vino son sempre graditi! – .
Così la sera, al lume del tuo abat-jour, finita la lettura, chiudi il libro e ti addormenti…
Edizione commentata
Dan Brown, L’ultimo segreto, Rizzoli, Milano, 2025
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