Il paese degli sprechi
Ci sono varie cose che mi fanno ribollire il sangue nelle vene: la stupidità, le persone che parlano e non ascoltano mai, le cose inutili e gli sprechi.
Purtroppo vivo in un paese dove molte di queste cose le incontro (e mi ci scontro) quotidianamente.
Come ho più volte raccontato nei miei precedenti “episodi”, l’America è’ un paese nuovo, con poca storia, e ciò significa anche poca sofferenza, poco sangue sparso, poca miseria, poche carestie, poche guerre; noi Europei, invece, siamo i figli e i nipoti di tanta storia e ne abbiamo viste tante!
Io ricordo il mio nonno Gastone che diceva a me e alle altre nipoti, “tagliatelo il pane invece che sbocconcellarlo con le mani, sennò si sciupa!”, perché il pane è prezioso e non va buttato. Oppure mio babbo che insisteva sempre perché spengessimo le luci quando non era necessario tenerle accese…
Questo è il modo in cui siamo cresciuti, non solo noi della mia famiglia, ma anche voi, credo, e questo è il modo consapevole in cui si dovrebbe camminare e vivere su questo pianeta, a mio avviso.
In America non è proprio così ahimè. Le luci rimangono accese perché è più bello: pensate ai grattacieli di New York, per fare un esempio banale! L’erba del giardino di casa deve essere annaffiata ogni giorno, anche in Texas (deserto!) e anche nei periodi di siccità perché il prato deve essere sempre verde. Ogni volta che ci si pulisce la bocca si usano due tovaglioli di carta, uno sull’altro, buttando poi via il tutto anche se uno dei due rimane perfettamente pulito. Non parliamo poi del “take away”: ordini una pizza o non finisci il piatto che hai ordinato al ristorante e te lo porti via, e il cameriere te lo incarta in un metro quadro di carta stagnola e lo mette in una scatola di polistirolo!
Certo ci sono città con una maggior coscienza ambientale e civica e sono fondamentalmente quei posti dove si vota il partito democratico e non il repubblicano, tipo Austin o NY o San Francisco. Posti in cui si fa la raccolta differenziata, ci sono cassonetti per raccogliere il multi-materiale, la carta etc. e dove le persone non usano bottiglie di plastica (grazie a Dio, o chi per lui!!) ma riempiono le proprie borracce. Ma nella maggior parte degli Stati Uniti non si fa caso a tutto ciò.
Riguardo all’argomento plastica: lo sapevate che nell’oceano pacifico c’e’ un isola di rifiuti di plastica grande quanto il Texas, cioè circa due volte e mezzo la superficie dell’Italia?
Io la trovo una notizia davvero agghiacciante!
La maggior parte dei problemi ambientali che abbiamo oggi (quelli che vengono chiamati erroneamente “global warming” ma in realtà si tratta di cambi climatici e clima estremo) sono stati prodotti ed alimentati dal nostro essere persone viziate: vogliamo le case calde di inverno e fresche d’estate, case poco intelligenti che disperdono calore senza produrne, vogliamo mangiare carne bovina e vogliamo spostarci, in macchina ed aereo, sempre ed ovunque. Queste sono, in ordine di importanza (che ci crediate o no) le 3 cause principali dei cambi climatici: gli edifici “non intelligenti”, il consumo di carne bovina e i trasporti.
Ovviamente l’America contribuisce enormemente a tutto questo fenomeno.
Ho scoperto tempo fa un video del Prof. Jeremy Rifkin dell’ Università della Pennsylvania, che parla di come sia possibile riadattare le case e gli edifici rendendoli eco-sostenibili ed a risparmio energetico, di come si possa costruire un mondo alimentato da energia pulita e di come poi questa energia possa essere trasportata e trasferita da un posto all’altro tramite internet come dei dati che ci scambiamo fra computers. Affascinante e innovativo! A quanto pare Francia e Germania si stanno già muovendo.
Il video è ovviamente in inglese ma facile da seguire e capire. Spero lo troviate interessante e illuminante.
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