Shoe-gazing e Normalità
«Non volevamo utilizzare il palcoscenico come una piattaforma per il nostro ego, come facevano le big band di allora, come gli U2 o i Simple Minds. Ci siamo presentati come persone normali, volevamo che i nostri fan pensassero che fosse possibile anche per loro fare quello che avevamo fatto noi.»
(Mark Gardener, frontman dei Ride)
Se si definisce normalità ciò che è considerato regolare, consueto e accettabile in un dato contesto, beh allora il (sotto) genere musicale dello “Shoegaze” è l’incarnazione assoluta della normalità come immaginario Ponte tra due galassie: la musica anni ‘80 e la musica anni ‘90.
Shoegaze fu coniato prendendo spunto dal termine inglese “Shoe-gazing” (fissare le scarpe) perché i musicisti avevano talmente tanti pedali per terra che quando suonavano non alzavano mai la testa dalle loro scarpe.
The Jesus and Mary Chain, Ride, Slowdive, My Bloody Valentine…chi più chi meno ma tutti alla ricerca di Reverberi, Delay, Voci che si mescolano con i suoni, Grancasse delle batterie che sembrano registrate sul fondo di piscine.
Pensare che tutto ciò nasce dopo i ritmi degli anni ’80 e prima delle chitarre degli anni ’90, ed ora a distanza di quasi 40 anni sembra del tutto “normale”, un percorso che per noi attuali contemporanei ha un senso, inserito perfettamente nel contesto della storia della musica moderna e nel suo viaggio verso la musica che nasce ora e che nascerà.
Tutta questa eccezionale “normalità” si riflette spesso anche nella cucina, cosi che il piatto di oggi è il cosiddetto “Tortino di Carciofi”: carciofi fritti senza pastella ma solo farina, poi saltati in padella e uniti a uova sbattute con abbondante pecorino e/o parmigiano, sale e pepe.
Un meraviglioso inno alla normalità che tutti, con qualche accorgimento da rispettare, possono fare e gustare, proprio come sosteneva il frontman dei Ride qualche annetto fa.
Ps. Mi raccomando la pentola qui è solo e soltanto di Alluminio
tortino di carciofi_mazu in the corner
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