Android P e intelligenza artificiale
L’evoluzione degli smartphone non può fermarsi, altrimenti il mercato della telefonia, la cui obsolescenza è rapidissima, avrebbe un calo inaccettabile. Inventarsi funzionalità nuove ogni pochi mesi, però, non è cosa da poco. Ogni tanto sono i produttori di hardware a dare una spinta al mercato con nuovi dispositivi, ma alla fine se sul nuovo telefono si ritrovano la solita grafica e le medesime funzionalità che si avevano sul precedente, la spinta alla sostituzione non è sufficientemente forte da giustificare la spesa (e con i telefoni di punta dei maggiori produttori che hanno superato abbondantemente i mille euro, la spinta alla spesa deve essere parecchio forte).
In questi casi bisogna farsi venire nuove idee, ma soprattutto “venderle” bene. Ecco, dunque, che parte fondamentale della strategia di comunicazione è far filtrare anticipazioni e indiscrezioni che alimentino l’aspettativa del pubblico.
Android ha centrato l’obiettivo in pieno. Le anticipazioni sulla nuova versione del suo sistema operativo sono, infatti, assai ghiotte. Come è noto ogni versione del sistema operativo del robottino viene indicata con una lettera (ironicamente associata ad un prodotto dolciario). Attualmente la versione più recente di Android è la O (convenzionalmente indicata come Oreo, in “onore” degli omonimi biscotti). La nuova versione P, per ora ancora priva di riferimenti dolciari, si preannuncia ricca di sostanziosi miglioramenti nelle funzionalità.
Le novità principali sono riconducibili all’introduzione di capacità di machine learning. Due in particolare (Actions e Slices) permetteranno rispettivamente di indicare le azioni che potranno essere avviate dall’utente dal launcher stock e di integrare le funzionalità di una app anche dall’esterno. Ambedue le funzionalità si “adatteranno” nel tempo in funzione di quello che sarà l’utilizzo dello smartphone da parte dell’utente.
Attengono ad una via di mezzo tra machine learning e intelligenza artificiale altre due nuove funzionalità: Adaptive Brightness, una regolazione della luminosità dello schermo che si adatta alle abitudini degli utenti e alle condizioni ambientali, e Adaptive Battery, che promette una notevole riduzione del consumo della batteria tramite l’apprendimento di quali applicazioni vengono utilizzate maggiormente e di quali in misura minore, destinando a queste meno risorse hardware e limitando di conseguenza l’uso della CPU.
Altre nuove funzionalità caratterizzeranno la versione P di Android, ma avremo occasione di tornare ancora sull’argomento.
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