Il Signore dell’anello
La Finlandia è stata un’eccellenza tecnologica, alla fine del secolo scorso ai tempi della Nokia, e sta rinverdendo quei fasti ultimamente con la Oura.
Nata esattamente dieci anni fa, l’azienda finlandese Oura Health oy è cresciuta velocemente, arrivando all’attuale valutazione di 11 miliardi di dollari. Il settore in cui si è imposta è quello degli smart ring, dove detiene una quota di mercato di circa l’80% a livello globale. Anche colossi del calibro di Samsung hanno provato a scalzarla dal trono, ma con scarsi risultati; il prezzo alto e i diffusi problemi legati alla batteria hanno raffreddato l’entusiasmo del mercato nei confronti del Galaxy Ring, presentato con grande enfasi da Samsung come alternativa all’Oura Ring nell’estate 2024.
Uno smart ring è un dispositivo indossabile a forma di anello, che fornisce, grazie ai suoi sensori, informazioni utili sullo stato di salute di chi lo indossa: temperatura cutanea, frequenza cardiaca, saturazione, qualità del sonno e altri utili parametri fisiologici vengono costantemente monitorati. I dati raccolti, consultati in maniera regolare, permettono di monitorare molti parametri importanti per il benessere e di individuare quali aspetti delle proprie abitudini di vita possono essere modificati per migliorare lo stato di salute in generale. Non ultimo, gli smart ring possono aiutare a prevenire situazioni potenzialmente critiche per la propria salute.
Per chi ha già uno smartwatch, lo smart ring di fatto è un doppione, in quanto gli smartwatch hanno generalmente le stesse funzioni di uno smart ring, oltre a molte altre. Per chi ama gli orologi tradizionali, o per chi preferisce non avere proprio nulla al polso, lo smart ring è una soluzione assai interessante, grazie alla portabilità, alla grande autonomia di una carica e all’aspetto sicuramente discreto.
Negli Stati Uniti, dove l’Oura Ring ha una quota di mercato di oltre il 70%, l’amministrazione Trump sta prendendo in esame l’ipotesi di dotare, entro il 2030, tutti i cittadini di un Oura Ring. L’utilizzo diffuso di questo dispositivo permetterebbe, in teoria, di evidenziare situazioni potenzialmente critiche, anticipando azioni prima che insorgano emergenze. L’obiettivo è duplice: migliorare lo stato di salute degli americani e ridurre la spesa sanitaria.
C’è, però, un problema non di poco conto: la Food & Drug Administration, l’ente preposto alla regolamentazione di dispositivi medici e farmaci, ha classificato l’Oura Ring come “prodotto di benessere generale” e non come “dispositivo medico”. La soluzione pilatesca potrebbe essere quella di creare una classificazione intermedia, per poterci far rientrare l’Oura Ring.
Al di là delle considerazioni burocratiche, c’è un risvolto pratico non di poco conto. Se un organismo (per giunta straniero) raccogliesse i dati di tutta la popolazione americana, si troverebbe in possesso di informazioni sensibili su stato di salute, abitudini e dati biometrici che farebbero gola a numerose agenzie federali (e non solo).
Prospettiva, francamente, poco rassicurante.
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