Cerchiamo di essere Franchi…
La “novella dello stento”, per dirla in toscano stretto. Così potremmo definire la vicenda dello stadio Franchi di Firenze. Il vecchio Franchi è a pezzi, il nuovo si intravede soltanto e quindi tutto naviga in una sorta di limbo cantieristico, cosa che accade spesso in questo Paese chiamato Italia.
Certo, non ci sono dubbi che il nuovo Franchi, prima o poi, vedrà la luce. Qualcuno sperava il prossimo anno, centenario della fondazione della Fiorentina. Ma la speranza di riuscire a riempire la Curva Fiesole, vero punto caldo del tifo viola, nell’agosto del 2026 è destinata a rimanere tale.
Va bene, restano sempre la Maratona, l’altra curva, la tribuna coperta (troppo “chic”, poco popolare, forse) e magari il Rocco B. Commisso Viola Park. Anche se con la storia della Fiorentina c’entra poco.
Il vero dramma sportivo sarebbe, vista l’attuale situazione di classifica, ritrovarsi a “festeggiare” (ma sarebbe meglio dire “commemorare”) i cento anni della Fiorentina in serie B. Di sicuro nessuno avrebbe voglia di fare festa. E allora si dovrebbe aspettare un altro secolo, con nessuna sicurezza che fra cento anni esista ancora il calcio e, soprattutto, la Fiorentina.
Intanto, i venditori di ferri di cavallo e cornetti rossi stanno facendo affari d’oro a Firenze. I gobbi invece non li tocca nessuno, anche se porterebbe bene. Meglio non fidarsi…
Alla fine, la cosa più importante è capire quando sarà finito lo stadio Franchi e quando il pubblico potrà godere della nuova copertura per non bagnarsi nei giorni di pioggia, dei nuovi posti a sedere, dei nuovi bagni, insomma di tutto quello che dovrebbe essere un sacrosanto diritto per chi paga salatissimi biglietti.
Attualmente si sta lavorando alla copertura del settore nord, Curva Fiesole, parte della Maratona e della Tribuna Laterale. La nuova Fiesole dovrebbe essere pronta per l’aprile 2027. E poi si procederà con il resto. Fino ad arrivare, per il gran finale e per l’inaugurazione, all’inizio della stagione 2029-30. Capienza intorno ai 43.000 spettatori. Nel frattempo la Fiorentina potrà continuare a giocare a capienza molto ridotta.
Si poteva fare diversamente? Bella domanda. La situazione degli stadi di calcio in Italia è molto diversa da quella di altri Paesi. Pochissime società hanno lo stadio di proprietà. Juventus, Atalanta, Udinese, Frosinone, Reggiana, il Mapei dove gioca anche il Sassuolo. A Milano vorrebbero buttare giù San Siro, a Roma laziali e romanisti vorrebbero farne due, ma per adesso è tutto campato in aria.
E quindi Firenze non si distingue dalle altre città. Del resto la vicenda dello stadio nuovo si perde nella notte dei tempi. Tante prime pietre sono state celebrate, ma mai posate. Per non parlare delle seconde. E poi, gira e rigira, siamo tornati, come nel gioco dell’oca, al punto di di partenza: il Franchi, progettato da Pierluigi Nervi, un gioiellino con le scale elicoidali, la tribuna coperta a sbalzo, senza piloni che limitano la visuale. Quel Franchi che Commisso, presidente viola, avrebbe voluto buttare giù per rifarlo da capo. Quel Franchi inaugurato nel settembre del 1931 e che adesso ha bisogno di un po’ più di una rimbiancata.
Intanto i tifosi sospirano e vanno comunque allo stadio. Con la speranza, un giorno non lontano, di poter lasciare l’ombrello a casa.
![]()


