Da Dante Alighieri a Mario Monicelli
“Se ci si dovesse perdere ci si trova alla statua di John Wayne”. Mai nella vita avrei immaginato di dire una frase simile e invece è accaduto. E, oltretutto, in un posto impensabile, lontanissimo dai deserti aridi del far-west americano, ma a Cong nel cuore della verde Irlanda. Cong è il prototipo del tipico villaggio irlandese. Un microcosmo di 185 abitanti dove la serenità e la tranquillità si misurano tra un fiume, un ponte, un parco, due file di case colorate con giardini fioriti, una chiesa con annesso cimitero e una statua raffigurante John Wayne. Perché proprio lui? Perché qui nel 1951 John Wayne e John Ford, girarono il film Un uomo tranquillo.
A Firenze non c’è una statua dedicata a John Wayne. E poi perché ci dovrebbe essere visto che qui il divo americano non ha girato nessun film. Noi comunque abbiamo già molte statue dove possiamo ritrovarci e non sono certamente da meno di quella su John Wayne. Ma anche Firenze, la splendida e meravigliosa Firenze, ha bisogno di arricchire la sua grande storia con le storie dei nostri giorni, di poter far ritrovare le persone intorno a luoghi che ricordano il suo presente. Lo deve fare prima di tutto per se stessa e non per il turismo. E se a Firenze ci si potesse ritrovare in piazza Demidoff sotto la statua di Ugo Tognazzi che fa una supercazzola a un vigile? O al binario 16 della Stazione di Santa Maria Novella davanti ad un bassorilievo che ricorda la famosa scena degli schiaffi? O in piazza Santo Spirito alla statua di Mario Monicelli che dirige la scena del funerale del Perozzi. Un film come Amici miei fa parte di noi, della nostra cultura, della nostra memoria. Anche il cinema è un arte e Mario Monicelli è stato un artista che ha raccontato il nostro spirito attraverso le zingarate di cinque (anzi quattro più uno) vitelloni di cinquantanni.
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