Il decalogo e-stivo del Garante privacy

Il Garante per la protezione dei dati personali ha pubblicato un decalogo di comportamento per il periodo estivo. Il “decalogo”, strumento utilizzato anche in numerose altre occasioni dal Garante, ha il pregio di schematizzare e riassumere in maniera efficace regole di comportamento o suggerimenti indirizzati a specifiche categorie di utenti.
Nel caso in oggetto si tratta di regole rivolte a tutti gli utilizzatori di tecnologia, con particolare riferimento a smartphone e tablet.
Il periodo estivo offre lo spunto per formulare il decalogo, ma le regole descritte hanno una validità che si spinge oltre l’occasione specifica. Potrebbe essere inteso come decalogo di comportamento generale, con lo scopo di sensibilizzare l’utente finale ad utilizzare la tecnologia con la consapevolezza e l’attenzione che sarebbero necessarie sempre. Alcune regole sono sensate, altre ovvie, altre vagamente surreali, ma risulta francamente preoccupante il fatto che il Garante si sia sentito in dovere di suggerire agli utenti comportamenti che dovrebbero essere dettati dal buon senso.
Il Garante, solitamente visto dai più come un burocrate, si ricicla nelle vesti di un “vecchio zio” che dispensa consigli; anzi, suggerisce regole di comportamento da “educatore digitale”.
Male non fa, ma la sensazione generale è che ribadisca ovvietà come quelle che vengono regolarmente ripetute dai servizi dei telegiornali in occasione delle ondate di caldo, degli stravizi delle festività e così via.
Degno di nota (e impensabile fino a pochi anni fa) il fatto che un apparato della Pubblica Amministrazione abbia incluso nel titolo di una sua comunicazione un calembour sulla grafia di una parola: “e-state in privacy. Informazioni e consigli utili per tutelare i propri dati personali quando si è in vacanza”.
Evidentemente il vecchio zio vuole anche sembrare brillante.
(Immagine dal sito del Garante)
![]()


