Guarneri e Rembrandt: la poetica della luce
Non tutti hanno la fortuna di avere un padre artista e di poter scrivere qualcosa su di lui…io ho entrambe le fortune e vorrei raccontarvi una breve storia che ha inizio molti anni fa. Immaginiamoci un giovane Riccardo Guarneri, che alla fine degli anni Cinquanta non sa ancora se la sua strada sarà quella della musica o della pittura. Un ragazzo di venticinque anni che si ritrova a suonare a L’Aia, si imbatte negli autoritratti dell’ultimo Rembrandt e se ne innamora: «Niente di più informale. Su grevi fondi scuri come la notte mi apparivano segni balenanti, saette di luce, bagliori dorati. Così cominciai a ispirarmi a Rembrandt nelle mie tele informali, anche se nessuno se n’era accorto. Era la luce, erano quei bagliori a interessarmi».
In quegli anni Guarneri si cimenta con la pittura informale: colori scuri, gestualità, materia. Ma l’incontro con Rembrandt lo colpisce nel profondo e accende qualcosa che cambierà totalmente il suo modo di fare pittura. Dal 1962 infatti quei bagliori di luce cominceranno a insinuarsi nelle sue tele: l’olio lascerà il posto alla grafite e all’acquarello e la materia si ridurrà a segno in una progressiva rastremazione.
I primi quadri degli anni Sessanta segnano un passaggio importante, un campo di sperimentazione dove prendono forma quegli elementi determinanti che rimarranno nel linguaggio espressivo dell’artista accompagnandolo fino al tempo presente: il segno, nella sua ambivalenza di forma geometrica e di scrittura lirica, e la luce, evocata attraverso le trasparenze del colore.
La mostra da poco inaugurata alla Galleria Civica Albani di Urbino, curata da Riccardo Freddo e Luca Baroni, mette in relazione le incisioni di Rembrandt con una selezione di opere di Riccardo Guarneri, e, prendendo le mosse proprio da uno di quei quadri informali del 1960, ci accompagna attraverso gli anni fino alle opere più recenti. La luce (o meglio la Luce che affiora come recita il titolo della mostra) è il leit motiv del percorso espositivo: una luce drammatica e violenta che squarcia il nero del chiaroscuro nelle incisioni di Rembrandt, e una luce che si manifesta nelle trasparenze delle macchie colorate dell’acquarello, nel lirismo di una grafia evocativa, ripetitiva ma mai uguale nelle tele di Guarneri.
Le opere di Guarneri esposte in questa mostra ci permettono di spaziare in oltre sessant’anni di pittura: in ogni quadro troviamo piccole ma continue variazioni che rendono queste opere tutte uguali ma al tempo stesso tutte diverse. Necessitano di una visione prolungata, di un tempo di osservazione che permetta di cogliere e apprezzare tutte le sfumature. In totale controtendenza con il tempo presente Guarneri ci invita a fermarci e ad assaporare, come egli stesso la definisce, «una pittura a lento consumo».
Luce che affiora, Galleria Albani dei Musei Civici di Urbino. Dal 20.12.2025 al 25.01.2026.
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