Il terzo occhio
L’immenso respiro del Potala… i suoi mille corridoi, le sue stanze per la preghiera, gli incensi, l’ascesi, la catarsi…
Il piccolo Rampa, aspirante lama, ci descrive tutti i momenti della sua via verso la purificazione del corpo, in un percorso che porta alla trascendenza e all’apertura del terzo occhio. Ci si immerge in questa atmosfera di pace, di tolleranza, fra unguenti e burro di yak, mandala e suoni di corni e campane tibetane, con una accuratissima descrizione di particolari e di emozioni. Ed il risultato è imbarazzante: sembra di ri-vivere quella esperienza per certi versi anche cruda e truce, ma…
Il mite Rampa altri non è altro che un comunissimo signore del Devon, Cyril Hoskin, un inglese che non è mai stato nel Tibet e che non parla che la lingua di sua altezza la Regina!
Scandalo, scandalo, ma è mai possibile un inganno così impietoso? Generazioni di lettori presi per il bavero… ma…
Scrittore e giornalista veronese, che non ha mai passato i confini dell’Europa, ma che ha fatto sognare intere generazioni con i suoi cicli di avventure nei mari del sud: Emilio Salgàri… lo amiamo per questi suoi scritti e nessuno si è mai indignato se sono stati composti in una normale stanza di una normale abitazione della città scaligera.
Per cui, forse, meglio farsi trasportare dall’abilità affabulatoria dell’autore e dal magico ritmo della fiaba, e non chiedere conto di altro. Questo si chiede per sognare e questo Lobsang ci ha dato.
Lettura che emoziona.
Edizione commentata
Rampa T. Lobsang, Il terzo occhio, Mondadori, Milano, 1997
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