King Kong
Si dice che l’uomo dia il meglio di sé stesso quando si trova in condizioni critiche, ancor di più se è in pericolo di vita; sembrano appunto gli ostacoli ed i grandi contrasti a far scaturire quelle prove sorprendenti che passano poi ai posteri. In questo romanzo di Edgar Wallace ritroviamo appunto quel contesto appena descritto: la giungla misteriosa di un’isola irraggiungibile, tribù di cannibali assetati di sangue e un mostruoso e gigantesco animale che spadroneggia sul territorio. La furia del titanico essere sembra poter essere placata solo dalla presenza di una magnifica creatura a lui speculare: siamo così arrivati al concetto della “bella e la bestia”. Il plot si arricchisce di coraggiosi marinai, di ufficiali valorosi e di un produttore cinematografico disposto a tutto pur di portare la bestia, imprigionata e ormai domata, come fenomeno da baraccone, col quale riempire teatri e fare una montagna di soldi. Quindi: contrasto fra la natura selvaggia e la bellezza pura dell’eroina, contrasto fra le passioni: quella dell’ufficiale con la “bella”, e quella fra la stessa e un antagonista inaspettato che è proprio la “bestia”; cupidigia ed avidità; coraggio e pragmatismo.
La storia è costruita con grande abilità: suspense iniziale, grande attesa per la scoperta, segue l’avventura nell’isola, il rapimento della ragazza e il suo incredibile recupero.
Fallisce, a mio avviso, nella parte finale, quasi affrettata, che manca totalmente di un minimo di analisi psicologica sia del comportamento della bestia che delle ricadute emotive sul personaggio della ragazza.
Si legge comunque con piacere.
Edizione commentata
Edgar Wallace, King Kong, Arnoldo Mondadori Editore, Milano, 1997
![]()


