La bambina dal ventre laido
L’espressione più brutale dell’animo umano, quella che dà il termometro di quanto male sia in grado di fare, è quella dei soprusi verso i bambini. Creature che ancora non hanno nemmeno in embrione la capacità di difendersi.
Il romanzo in questione, un’opera prima in quanto la pubblicazione precedente dell’autrice era un racconto e una raccolta di poesie, vede fin dalle prime pagine descritto un atto scellerato ma freddamente volontario, compiuto verso la piccola Anna, una tenera e ignara bambina di soli quattro anni.
Accade che il padre di Anna, un militare di alto grado, un bell’uomo col vizio delle scommesse e delle donne, decida di sbarazzarsi, come un pacco regalo, alla morte per malattia della moglie, della piccolina ad un’altra famiglia. Una decisione dettata da un egoismo crudele che ha segnato inoltre tutti i fratelli e le sorelle di Anna.
La sua colpa: lei era la più piccola! La più difficile da gestire…
Si dirà: – così piccola che non avrà capito il momento e quello che le stava accadendo… –
Ecco, non diciamo sciocchezze! A quattro anni abbiamo ben formato il nostro mondo: gli affetti, le amicizie, le abitudini. Si parla già correttamente la lingua e si è decisamente in grado di comprendere un cambiamento così stravolgente come quello di essere distaccati dai genitori.
Va detto inoltre che la mamma di Anna, già profondamente malata, era stata ricoverata da tempo in ospedale e che alla sua inevitabile morte la bambina non era stata avvertita. Questo non allevia certo la colpa del babbo che, invece che rimboccarsi le maniche e cambiare stile di vita, ha pensato bene di risolvere il tutto abbandonando quel pesante fardello a qualcun altro. Raccapricciante!!!
In pratica il libro inizia da qui. Dalla tragica “gita” che porta la bambina nella nuova famiglia, alla descrizione dei due nuovi genitori.
Alla nuova vita…
Adele, la nuova mamma, donna psicopatica, isterica e umbratile, riverserà tutte le sue ansie e paure su questa creatura sperduta ed innocente, insultandola continuamente e incolpandola di ogni cosa. Non mancheranno continue punizioni, con annesse percosse e immancabili umiliazioni.
Un quadro tragico ed infernale con l’inettitudine del padre che, pur di non litigare con la moglie, preferisce chiudere entrambi gli occhi su quel massacro giornaliero.
Da qui nasce o meglio rinasce una nuova bambina. Una bambina costretta a maturare molto più in fretta della sua età e che riesce, con uno sforzo titanico, a fornirsi degli strumenti per poter sopravvivere. Vedremo questa crescita svilupparsi negli anni, sempre durissimi, fino alla maggiore età. Vedremo i primi amori, il primo lavoro i nuovi amici. Seguiremo passo passo la nostra ormai donna alla ricerca della costruzione di una “vera” famiglia, quella da sempre desiderata e mai avuta negli anni in cui era più importante.
Fino ad oggi…
Libro crudo, durissimo nella storia ma mai patetico né indulgente. Scritto molto bene con una sottile suspence che tiene il lettore incollato alla narrazione fino all’ultima pagina.
Consigliato a tutti quelli che hanno avuto una infanzia buona e che non l’hanno saputa apprezzare.
Edizione commentata
Annamaria Buroni, La bambina dal ventre laido, Ibiskos – Ulivieri, Empoli, 2026
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