La libertà di scegliere
80 anni. Neanche un secolo da quando, dopo la caduta del fascismo e una lunga lotta per arrivare a ottenere tale diritto, vennero inclusi per la prima volta nelle elezioni amministrative, sia il voto che l’accesso alle giunte comunali delle donne in tutta Italia. Successivamente arrivò anche il voto politico e il famoso referendum sulla Repubblica Italiana.
Inizialmente privilegio concesso a macchia di leopardo nello stivale, principalmente alle più benestanti, per poi procedere nella lotta e nella accettazione di tale diritto in un processo che ha culminato, appunto, nel 1946.
Evento, tra l’alto, splendidamente raccontato dalla bravissima Paola Cortellesi nel suo “C’è ancora domani” film che riassume sia l’evento storico che il significato di emancipazione che il suffragio femminile ha significato all’epoca.
Uno dei primi comuni italiani ad accettare la partecipazione femminile alla propria vita amministrativa e politica fu Siena che, in occasione dell’ottantesimo anniversario, ha pensato di celebrare il raggiungimento del suffragio universale in Italia con una esposizione di otto opere della artista Antonella Cinelli nelle sale del palazzo Sansedoni, sede della Fondazione Monte dei Paschi di Siena.
Le opere sono ispirate a materiale fotografico di archivio, foto di alcune delle protagoniste del dopoguerra senese.
La mostra, a ingresso gratuito, è visitabile fino al prossimo 13 giugno.
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