L’uomo del labirinto
Il buio visto come manifestazione del male. Un classico che ci portiamo dietro fin da bambini: chi non ha mai avuto paura di entrare in un luogo oscuro? La nostra protagonista, Samantha Andretti, è una adolescente che viene rapita da un uomo con la maschera da coniglio con gli occhi a forma di cuore e rinchiusa in un luogo isolato completamente al buio. Fino a qui niente di nuovo. La novità arriva dal fatto che il rapimento dura oltre quindici anni. Quindici anni passati senza mai vedere un filo di luce, imparando a vedere con gli altri sensi. Poi la ragazza, ormai adulta, riesce finalmente a fuggire e da qui ri-iniziano le ricerche dello psicopatico. Oltre alla polizia, sulle tracce del malato mentale si getta Bruno Genko un investigatore al quale è stata diagnosticata una patologia cardiaca che lo porterà a morte certa in pochissimi giorni. L’inchiesta diventa così doppiamente col fiato sospeso.
Donato Carrisi ha ormai abituato i suoi lettori a trame complesse e innumerevoli colpi di scena. Questo romanzo non tradisce le aspettative e dopo varie sorprese, più o meno originali, si arriva alla fine dove un’intuizione dell’autore ci riporta, collegandosi, al primo romanzo, all’ormai famoso “Il suggeritore”. Come da copione l’ultima sorpresa viene presentata al lettore nell’ultimissima riga del libro! Nel suo genere, di buon livello.
Edizione commentata
Donato Carrisi, L’uomo del labirinto, Longanesi, Milano, 2017
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