Ritratto di signora
Henry James – Ritratto di signora
Inghilterra, 1880. Una giovane americana, Isabel Archer, si reca in visita dai ricchi zii di Gardencourt, una località ad una ventina di chilometri da Oxford. Isabel è giovane, intelligente e curiosa della vita. Soprattutto degli usi e costumi inglesi. Lei, così moderna ed a tratti spregiudicata, cerca poi anche nel Vecchio Continente, nei suoi rappresentanti più emblematici e conosciuti, nonché altolocati, un accrescimento culturale e filosofico.
Dotata di una bellezza notevole, amplificata inoltre dall’esuberanza della sua vitalità, attira subito su di sé un piccolo gruppo di giovani rampolli dell’alta società. Conoscerà una serie di pretendenti dei quali si affascinerà platonicamente ma che rifiuterà sistematicamente di prendere in considerazione per un matrimonio. Troppo forte il richiamo della libertà, della voglia di girare l’Europa, di conoscere, di scoprire il più possibile di quel mondo per lei assolutamente nuovo.
Qualche tempo dopo il suo rientro nella villa della zia, l’incontro con un rispettabilissimo nobile in età adulta, benché economicamente in situazione non floridissima, ma dal carisma e dalla cultura notevole, farà accadere l’inevitabile: cede, con piacere, alle lusinghe dell’uomo e lo sposa. Tornerà a vivere nella villa di lui a Roma.
Il vero romanzo inizia qui. Un’indagine profonda dell’animo umano dei personaggi, con le loro doti ma soprattutto con le loro fobie, con le contraddizioni, con gli egoismi, con le cattiverie. In un crescendo appena accennato ma inesorabile, Isabel, dal matrimonio d’amore passerà ad un legame lontano mille miglia da quello idealizzato. Usciranno fuori le ottusità di tradizioni secolari che vedono la moglie in posizione sempre ancillare rispetto all’uomo. Questo cappio si stringerà sempre più fino a soffocare completamente quell’animo curioso, vitale, irrequieto ma libero.
Ma sradicare, togliersi di dosso quelle convinzioni rigide e senza futuro, sarà un compito troppo arduo. Quando deciderà di ritornare a Gardencourt, a dispetto della volontà del marito, al capezzale del cugino Ralph, incontrerà uno degli spasimanti di un tempo il quale le offrirà l’opportunità di cambiare vita. Lasciare quella vita infelice e trasferirsi definitivamente in Inghilterra, e diventare sua moglie.
Saranno giorni in cui il cervello le scoppierà. In cui la guerra fra la modernità, il rompere i vecchi schemi, volare oltre le regole vetuste e tutto quello che le può offrire la vita con suo marito, questa guerra appunto, sarà infine vinta dal vecchio conservatorismo.
Il sogno di libertà svanirà fra le ceneri avvelenate di un matrimonio tenuto in piedi solo dalle false forme e da nessun contenuto.
Tratto da Wikipedia: Nel 1884, quando l’attore Lawrence Barrett volle che James adattasse il romanzo per una rappresentazione teatrale, James replicò che non pensava potesse esser fatta. Nella sua opinione, espressa nella celebre Prefazione apposta alla New York Edition, la scena migliore sarebbe consistita in Isabel seduta immobile su una sedia.
Scritto con una padronanza della lingua straordinaria, ti attira nella lettura senza colpi di scena né azioni mirabolanti. I conflitti sono interiori e le battaglie sono schermaglie filosofiche. Siamo lontani dai ritmi odierni dei nostri testi, ma la lettura è corroborante e di fatto magnetica.
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