Non la solita Grecia

Nei giorni scorsi la Grecia è apparsa nuovamente sui quotidiani nostrani, non per le note vicende economiche che oramai abbiamo imparato a conoscere, ma per vicende di tutt’altro spessore. Infatti nel giro di pochi giorni, il paese ellenico ha fatto dei passi in avanti dal punto di vista sia sociale che culturale riconoscendo prima lo Stato palestinese e poi l’esistenza delle coppie omosessuali.
Il Parlamento greco ha votato all’unanimità una risoluzione non vincolante volta al riconoscimento dello Stato di Palestina, la votazione è avvenuta alla presenza del presidente palestinese Abu Mazen che ha definito tale giorno storico. Tuttavia, il riconoscimento rimane al momento solo un atto formale in quanto la Grecia è ferma sostenitrice della formula dei due stati indipendenti, ovvero Israele e lo Stato palestinese.
Per l’estensione dei diritti civili alle coppie dello stesso sesso, i parlamentari ellenici hanno votato a favore in 193 su 300. Tra i voti contrari vanno registrati quelli del Partito comunista, di Alba dorata, ma anche della formazione politica nazionalista Anel, che è attualmente alla guida del governo insieme a Tsipras. Una forza contraria a tale riconoscimento, ma che ha avuto sicuramente un forte impatto sull’opinione pubblica e anche sui parlamentari, è statala la Chiesa ortodossa greca.
Tuttavia, occorre ricordare come la legge appena varata non prevede né il matrimonio né l’adozione da parte delle coppie omosessuali, né tanto meno alcun diritto in ambito fiscale, pensionistico o medico, pertanto la legge in diversi ambiti non garantisce gli stessi diritti delle coppie eterosessuali.
La Grecia, che due anni fa era stata condannata dal tribunale europeo dei diritti umani per discriminazione, adempie oggi ad un obbligo legislativo, ma anche morale che la porta a fare un balzo in avanti in materia di diritti civili.
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