Riecco L’Albero tra Cielo e Sfacelo
Tuttafirenze è tornata online da qualche mese e, insieme a tanti esimi colleghi, ritorna anche Radio Confusion. Riaccendiamo le nostre frequenze e alziamo il volume per raccontare, di nuovo, la nostra musica, quella local che freme, palpita, suda e urla per avere e, soprattutto trovare uno spazio, un palco da cui esprimersi. A Firenze è morta la Flog, è sparito il Tender, è bruciato il Viper. Ma c’è ancora vita grazie a chi eroicamente non si arrende e noi cercheremo, nel nostro piccolo, di amplificare la voce di tutti.

Uno stadio pieno in cui suonare lo meriterebbe Andrea Mastropietro, in arte l’Albero, ex voce dei Vickers e conoscenza di lunga data dell’underground fiorentino che, stoicamente, ha appena pubblicato il suo terzo album da solista: Cielo e Sfacelo. Un’opera più che un’operazione, una raccolta fisica di canzoni più che liquida. La poetica, la vocalità, la musica: l’Albero ci rassicura, è tornato ed è più rigoglioso che mai.
Dopo tanto tempo ho rincontrato Andrea. Abbiamo fissato a pranzo in una trattoria della nostra città e, riannodando fili allentati in anni lontani dai palchi, abbiamo parlato. A lungo. Andrea in questi anni si è trovato a fare il maestro elementare. Non avrei potuto pensare ad un ruolo migliore per lui. Attitude da divulgatore paziente, colto e umile.
Basta che Andrea parli e la musica esce da ovunque. La sua cultura, la sensibilità, il pensiero laterale, la passione che ci mette, il racconto della cura ossessiva di ogni sfumatura dei suoi brani riempie immediatamente la stanza in cui siamo. Il ristorante è al completo ma lui riesce a calamitare l’attenzione su di sé da bravo frontman.
Cielo e Sfacelo, il difficile terzo album, nasce grazie alla tenacia del suo autore. La giungla delle etichette e della distribuzione, la vita che deve scorrere oltre la musica, la lotta impari per emergere in un ambiente dove la meritocrazia è rara come una vittoria della Fiorentina di questa stagione.
Il nuovo disco de l’Albero, già per il fatto di esistere, è un piccolo – grande miracolo cantautoriale italiano. Il ballo antico di Fuga in Re, il crescendo di Io mi voglio perdere, la marcia a momenti spectoriana di In una stanza: i tre singoli estratti finora da Cielo e Sfacelo riassumono alla perfezione un album che in nove canzoni – trentotto minuti – raccontano l’esigenza di andarsene, di evadere, di cercare altro ma con la libertà di poter non trovare niente. L’Albero lo canta chiaramente: “è ancora bello poter dir di no, a quel che ti volta lo stomaco, io mi voglio perdere, vieni anche te?”. Anche gli altri brani s’incastrano bene in questo concept con titoli come Trovare un modo, Congedo e Oro. Canzoni stratificate, che riempiono le stanze con echi cantautoriali importanti, da Lucio Battisti a Fiumani fino a Pino Daniele e perfino i Velvet Underground e Richard Ashcroft. L’episodio strumentale di Richiami, incorniciato dai cori e le armonie di Andrea, è il preambolo che ci porta in fondo all’album che si chiude con la già citata In una stanza e Ma che follia!, degno epilogo di questa fuga musicale quasi rusticana. Un brano che esprime lo stupore per le cose più umane e terrene che: “Appaiono oggi, in un mondo sempre più artefatto – come dice Andrea – una vera e propria deviazione di percorso fuori dal calcolo e dal razionale, una follia per l’appunto”.
Cielo e Sfacelo è uscito lo scorso 27 marzo pubblicato da Santeria e distribuito da AudioGlobe e Orchard (per la parte digitale). Sabato 11 aprile L’Albero torna dal vivo a Firenze inaugurando il tour promozionale al Glue. Fuggite dalle vostre stanze e tornate sotto il palco, we are back! Parola de l’Albero e di Radio Confusion.

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