A scuola su due ruote
È che non ero pronta! E non parlo delle emozioni con cui mi hanno travolta, i miei due piccini, il loro primo giorno di scuola. Non ero pronta al delirio che ha fatto da contorno alla cosa. Genitori, bimbi, nonni zii, cugini: tutti urlanti!! E poi le macchine. I motorini. Furgoncini. Camioncini. Clacson. Infamate, le più fantasiose, gridate dai finestrini aperti . Parcheggi improbabili. Manovre dell’altro mondo. Neppure il nonno con la casacca catarifrangente che è qui per aiutare i bambini ad attraversare sulle strisce può nulla. È il caos, semplicemente.
E io sono basita. Io che non ho una macchina ma un “tir” sette posti. Io che per parcheggiare devo trovare non uno bensì due posti. Io che il parcheggio selvaggio: nunglielafo’ proprio. Io che sono arrivata convinta di trovare il solito piazzale deserto. Ingenua! E ora sono bloccata in macchina. Nel senso che non posso più andare né avanti né indietro. Non posso far nulla se non aspettare che passino i sette minuti e mezzo di caos. Ché poi torna la pace. Spengo il motore. Accendo la radio. E poi squilla il telefono . È la mamma di Sebastiano, un compagno del nido del mio Giovanni piccino. Mi scrive un sms: “Per la settimana della mobilità sostenibile, venerdì tutti a scuola in bici!! È il Bike2School, dai un occhio al link di Sesto in Bici”. È la svolta! E me li vedo già: casco d’ordinanza, grembiule blu e zain(on)i. Mi piace: alla faccia del delirio su quattro ruote, noi andiamo su due!
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