Federica Pagliai, critica letteraria su Tuttafirenze intervista Filippo Papini, già autore di testi teatrali, libri di poesie e di sceneggiature per cortometraggi, il cui ultimo testo, “All’ombra del Brindellone” , esce in questi giorni in libreria e sui maggiori siti librari online.

Federica – Allora, Filippo: da recensore letterario su Tuttafirenze, ad autore tu stesso. Devo ammettere che fa un po’ strano portare sotto i riflettori proprio il mio collega “bookaiolo”, ma sono anche davvero curiosa: puoi iniziare raccontandoci un po’ di te? Che tipo di amore è, questo tuo con la scrittura? Attimi di passione esplosiva, o una conoscenza di lunga data?

Filippo – Da ragazzo divoravo i libri e ricordo una volta, avrò avuto sì e no cinque-sei anni, che cercavo di scrivere un libro, scarabocchiando su dei fogli, ma non sapevo ancora scrivere! L’idea era quindi dentro di me, poi, come è mia caratteristica, arrivo alla meta sempre con molta molta calma!

Federica – So che nel corso degli anni hai scritto diverse altre opere, principalmente testi teatrali e poesie. In questo contesto, quando e come nasce All’ombra del brindellone?

Filippo – Quella che viene chiamata ispirazione, ecco in realtà non la ricordo. Volevo mettere insieme dei ricordi ed ho cominciato così un po’ per scherzo. Dopo qualche tempo ho iniziato a dargli una struttura più solida.

Federica – Entusiasmi e strepitose disfatte alla Paperino, domande, patemi, sogni rivolti allo Spazio da un ragazzino che sbalordiva al solo pensiero di sfiorare la Luna, sono il piccolo tesoro del Brindellone. Ogni capitolo svela le scoperte di una mente curiosa alle prese con la crescita e col mondo, nei paraggi degli anni ’60: Nero Wolfe, Margherita Hack, le ragazze (magari), Woodstock, il L.E.M. e quel mitico scudetto conquistato dalla “Fiore”. Forse sono di parte, ma questo libro l’ho amato tantissimo. E Firenze sempre lì, scenario e ragione di tante avventure. Che spesso racconti in fiorentino: cosa ti ha spinto a questa scelta?

Filippo – Sì, i dialoghi sono in fiorentino e danno il senso vero di questa lingua che amo e che vorrei aiutare a conservare. Quindi il libro è un omaggio alla mia città che come cittadino mi sentivo in dovere di onorare in qualche modo.

Federica – Be’ che dire… Grazie Filippo, e per gli estimatori come me, oltre che per i nostalgici al cubo, buone notizie: un libro si può rileggere all’infinito.

 

Il libro è presente su:

www.amazon.it
www.books.google.com
www.lafeltrinelli.it
www.ibs.it
www.mondadoristore.it
www.planetbook.it
www.ebay.it
www.libreriauniversitaria.it

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Federica Pagliai

Senese di nascita, fiorentina di adozione, girovaga per necessità e per piacere, lettrice in ogni caso. Collabora da alcuni anni con la facoltà di Ingegneria dell’ Università di Firenze, occupandosi di sicurezza sul lavoro e di formazione. Studia filosofia presso lo stesso Ateneo. Amante irrequieta e curiosa di quasi ogni forma d’arte, praticante (in sogno) di alcune, ha contribuito a fondare nel 2011 l’ associazione culturale Arseniko. www.arseniko.it