Come cambia il verde urbano
Firenze verso un verde resiliente: sostituire i pini fragili con specie adatte al clima estremo
I crolli recenti di alberi nelle città italiane – come il pino di 20 metri caduto ai Fori Imperiali di Roma a gennaio 2026, che ha rischiato feriti, o la palma fatale a Genova nel marzo 2025, schiacciando una donna – spingono Firenze a un ripensamento urgente del patrimonio arboreo urbano. Dopo le alluvioni del 2023 e oltre 500 incidenti nazionali, il Comune accelera la sostituzione di specie fragili.
A Firenze, pini domestici e aceri instabili nei giardini e lungo i viali sono a rischio: radici superficiali e altezze eccessive li rendono vulnerabili a venti e siccità. La proposta della politica locale è chiara: “Tagliare subito i pini e piantare specie più adatte, sicure e resilienti ai cambiamenti climatici”. Priorità a gelsi, peri, castagni, noccioli e querce meridionali, con radici profonde e bassa manutenzione, ispirandosi a Torino (peri al posto degli aceri) e Milano (via i carpini).
Il Piano del Verde comunale, approvato nel 2025 sul modello “3-30-300” (3 alberi visibili da ogni finestra, 30% copertura arborea, verde a 300m da casa), passa dal conteggio numerico alla superficie di chiome per mitigare isole di calore. Mappature digitali identificheranno alberi pericolanti, con progetti pilota autunnali a Boboli e Bellariva, dove 16 pini storici sono già nel mirino. L’assessora Ilaria Bertini enfatizza: “Rigenerazione urbana e sicurezza vanno insieme”.
D’altra parte il progetto già presente nel DUP che accompagnò la campagna elettorale della Sindaca Funaro prevedeva fra le altre cose di garantire uno spazio verde fruibile entro i 300 metri da casa, aumentare la copertura degli alberi, prestando particolare attenzione ai Quartieri 1, 4 e 5, attualmente sotto la soglia del 25% e de-impermeabilizzazione del suolo, migliorando la gestione delle acque piovane e potenziando le “infrastrutture verdi e blu”.
Attendiamoci quindi una sostituzione graduale delle alberature attuali con altre più giovani, come sta succedendo lungo i cantieri della tranvia, un po’ per scelta, parecchio per necessità. Il rovescio della medaglia è rappresentato dalla perdita di alberi antichi, sostituiti da piante giovani che avranno bisogno di anni per presentare fogliami come quelli ai quali siamo abituati. Una Firenze che cambia nel nome dell’innovazione e con un occhio di riguardo alla salute pubblica, ma con un prezzo da pagare.
Immagine in evidenza: https://www.legambientefirenze.it/wp-content/uploads/2025/04/panorama-11.jpg
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