Il cinema secondo Mario Gomez
Anche nelle giornate più assolate, più calde, più torride, quando il Gazzettino toscano ha annunciato l’allarme afa, quando si preannuncia la giornata con temperatura più alta dal 2003 a oggi, se sei stretto nel giogo del cemento, a ribollire e a sudare, col ventilatore forza tre, puntato dritto sulla tua faccia, puoi comunque pensare, evadere mentalmente e rinfrescarti. Perché il caldo dà alla testa, ma una cosa rimarrà ineluttabile, certa, appiglio sicuro per menti ribelli: il gioco delle somiglianze.
Così, se nelle altre stagioni incroci qualcuno per strada, lo scruti, lo metti a fuoco, lo sorpassi e poi lo analizzi col tuo database cerebrale, pensando: no… ma quello… era Val Kilmer con i capelli del maestro Mazza! Oppure operi analisi più dettagliate, che incrociano dati e tratti somatici, perché… sì! lei! lei ha il naso di Nicole Kidman e gli zigomi di Victoria Beckham! Così, d’estate, invece, nelle giornate bollenti, quando l’asfalto frigge e te, mente superiore di intuizioni geniali, te ne stai a riflettere in un tutt’uno col tuo divano, accendi la televisione, sfogli Novella 2000 e rifletti su personaggi noti dello show-business, pensando a come non abbia potuto ricevere il Nobel per la genetica, l’Oscar alla carriera per l’intuizione più geniale, il primo grande luminare che abbia scoperto la somiglianza Drupi-Prodi.
E dopo settimane di bombardamento mediatico, venerazione religiosa, apprezzamento per le doti della moglie, pensi e ripensi a chi possa essere Mario Gomez. Poi, con la stessa vena intuitiva del dottor Emmett L. Brown, di “Doc”, capisci che è lui, è proprio lui: George McFly, il padre di Marty, in Ritorno al Futuro, nella sua versione più zimbella e anni cinquanta.
E tu, porco… toglile le mani di dosso!
E dopo un’intuizione così arguta, nel caldo-umido sconquassante e sconfinante, rimane solo una cosa da fare:
Ritorno al divano.
Back to the Sofa
Da un’intuizione di Emiliano Pierini e Michele Arena
Prosegue su Il Cinemaniaco mercoledì mattina

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