Il Grande Cocomeraio
“Welcome Great Pumpkin”. Alzando un cartello con questa scritta Linus in un orto di zucche aspetta la Grande Zucca con i doni che lui si è premunito per lettera di chiederle. Come un Babbo Natale che dovrebbe scendere tra noi la notte di Halloween. Un’attesa vana. Nessuno si sostituirà alla Grande Zucca e Linus rimarrà da solo e senza doni in mezzo al campo di zucche mentre tutti sono a giro a fare dolcetto o scherzetto. Anno dopo anno. Ma Linus ogni anno ci riprova perché coltivare una speranza prescinde dal raccolto, dal raggiungimento del risultato. Basta il pensiero, basta crederci.
In Italia “Pumpkin” è stata tradotta con Cocomero e Linus da noi ogni anno vorrebbe dare il benvenuto al Grande Cocomero. Obiettivamente suona meglio.
“Il Grande Cocomero” è anche il titolo di un bellissimo film del 1993 diretto da Francesca Archibugi con Sergio Castellitto. Il protagonista è un neuropsichiatra che con i suoi metodi cerca concretamente di dare una speranza di cura ai disturbi psichici di ragazzi e ragazze. In quegli anni mi venne l’idea di organizzare una sorta di cineforum sui temi di Francesca Archibugi (anche per un altro suo bel film: “Mignon è partita”). Ma non sapevo come fare a contattarla. Decisi di provare a cercare il suo numero telefonico sull’elenco di Roma. Così, semplicemente. Sapevo che nella sede delle poste in via Pellicceria c’erano gli elenchi di tutta Italia. La vita ai tempi del telefono fisso era più faticosa. Incredibile: lo trovai. E ancor più incredibile: mi rispose proprio lei al telefono dopo due trilli. Feci la chiamata direttamente da una cabina. La sua risposta fu gentilissima, ma declinò l’invito. Rideva del mio stupore di averla trovata con tanta facilità. Ero comunque felice. Ci avevo creduto anche se non avevo raggiunto l’obiettivo.
Ogni tempo ha le sue peculiarità. I tempi del telefono fisso erano più faticosi di quelli di oggi perché con il cellulare tutto è più semplice e diretto, ma anche più godurioso perché in quei tempi Firenze era piena d’Estate dei chioschi di cocomero. I cocomerai erano una risposta a Linus: carissimo amico il grande cocomero lo trovi da noi. Babbo Natale esiste e mangia insieme a noi da giugno ad agosto.
Oggi poter mangiare una fetta di cocomero è come trovare un tesoro. Lo puoi fare a casa solo dopo averlo comprato al supermercato.
Sulla strada casa-lavoro-casa di tutti i giorni in bici c’é il Grande Cocomero sotto forma di chiosco. Forse l’ultimo in purezza: nel senso che vende solo cocomero. E fermarsi ogni estate è una golosa buona abitudine.
Ho preso carta e penna ed ho scritto una lettera a Linus: “Caro Linus, avevi ragione, il Grande Cocomero esiste ed è a Firenze alla passerella delle Cascine, lato Isolotto. Ti aspetto per mangiarne insieme quante fette vogliamo. Fai presto perché chiude alle 13 in punto del 15 agosto. Me l’ha detto proprio lui, il Grande Cocomeraio in persona”.
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