In spiaggia
Una domenica di fine giugno, con il tempo incerto, un po’ di stanchezza, la voglia di stare tutti e cinque insieme e loro che sembrano un disco incantato: “Si va al mare? Si va al mare? Si va al mare?”.
E se invece del mare fosse un fiume?
E se fosse in centro, diciamo: sotto la Torre di San Niccolò?
Proprio lì, sì! Vietatissimo fare il bagno, of course.
“Siamo aimmare?”.
“No, siamo sul fiume”.
“Ma c’è a sabbia”.
“Sì”
“Allora siamo aimmare”.
“No”.
“Solo appiaggia?”.
“Esatto, Gio: solo spiaggia”.
Eccoli lì: unti da capo a piedi – perché il sole brucia pure se sei in centro a Firenze – cappellino d’ordinanza che rimane in testa al massimo 38 secondi, secchiello delle Tartarughe Ninja e palette varie. E la nostra piscina smontabile. Io sono in modalità lucertola. Ma occhi e orecchie aperte, sempre! E insieme alle grida dei miei piccirulli, sento le ciane da spiaggia – che pure se non siamo al mare, sono sempre quelle!
“Oh, ma lo sai che ho visto i’Renzi stamani. Gli era in bicicletta, tutto rosso, parea un peperone
“Tommi, dammi la paletta, era mia!!”.
“Ma che c’avea la scorta?”.
“Mamma, guarda che bel castello ho fatto!!”.
“No! Mi sono anche messo a guardare, gli era solo”.
“Oh, ma l’altra sera poi com’è andata?”:
“Nooooo, Pietro daiiiiiii non me lo distruggere!”.
“Bah, e ll’era una che se l’è tira. No dai, un’è roba per me!”.
E ragazzi che giocano al pallone. E musica. E sole.
E Piero, con la passione per il canto. Che se non lo conoscete, dovete rimediare.
E poi: “Guardate tutti me!!!!”.
Click!
Buon mare, anzi no: buona spiaggia.
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