La ricerca va avanti in fuga dalle schiavitù
Mentre nel mondo prosperano i fabbricanti di morte, direttamente sottoforma di produttori di armi e indirettamente come estrattori di risorse non rinnovabili e fabbricanti di inquinanti, c’è anche chi porta faticosamente avanti la ricerca e le nuove idee, nel tentativo di scuotere le coscienze e indurre le persone a togliersi di dosso i gioghi imposti da consumo di massa. Arriva dagli Stati Uniti (e già questa è una notizia) una stazione di ricarica a pannelli solari per auto elettriche totalmente indipendente dalla rete. Realizzata dalla startup americana PowerStation Charging nel deserto del Mojave potrebbe rappresentare un punto di svolta per superare gli ostacoli (talvolta solo mentali) che frenano la diffusione delle auto ad energia rinnovabile: la ricarica infatti non costerebbe nulla, perché l’energia è stata prodotta ed accumulata in maniera autonoma. Stop quindi a tessere, abbonamenti e tariffe opache. Resterebbe solo il costo dell’installazione delle stazioni, che se lasciate in mani private, potrebbero non restare gratuite a lungo. Ma su questo tema potrebbero essere più attivi e presenti gli enti pubblici, che facendosi carico dell’investimento iniziale, garantirebbero la universalità (intesa come qualcosa che spetta a tutti, senza eccezioni) di tale risorsa.
Verso questa e altre direzioni si deve leggere l’appello di EcoLobby, capeggiata dall’impareggiabile Mauro Romanelli , rivolto agli enti locali per intervenire con stanziamenti speciali in favore della cittadinanza per aiutare le famiglie, in particolare quelle a reddito medio-basso, ad adottare tecnologie pulite come pannelli fotovoltaici, pompe di calore, piani a induzione e infissi moderni ed efficaci, e per realizzare campagne informative sulla possibilità di installare pannelli solari senza vincoli urbanistici, e incentivi per veicoli che escludano benzina, diesel e GPL, a favore di auto elettrificate e mobilità sostenibile.
Ogni grande trasformazione è cominciata da qualcuno che ha osato immaginare ciò che ancora non esisteva. Il sole, il vento, la terra stessa ci offrono energie inesauribili: la scarsità non è una legge della natura, ma una scelta. Come lo è la guerra, che è sempre distruzione di risorse e di futuro, e come lo è il profitto senza limite, che concentra nelle mani di pochi ciò che appartiene a tutti. Le soluzioni esistono già, ciò che manca è la volontà collettiva di sceglierle. Immaginare un mondo migliore non basta: bisogna avere il coraggio di costruirlo.
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