Passione a quattro ruote
Direi di fare le presentazioni nella maniera più efficace: prendendo posizione. Ovvero dichiarando cosa ne penso dell’automobile. Poche altre cose, soprattutto pochi altri oggetti d’uso, hanno saputo avvincere generazioni di appassionati. Oggi facciamo i conti con i cosiddetti “effetti collaterali” e inevitabilmente cresce la consapevolezza che l’auto e l’uso che ne facciamo debbano evolvere nel senso di rispetto per l’ecosistema e per la qualità della vita degli uomini. Le turbolenze dell’economia globale e la deriva amministrativa determinano un’alternanza sempre più ravvicinata di picchi e cadute nei mercati.

Instabilità, fibrillazione. Una cosa però, da sempre, è abbarbicata, avvolta sul ramo ascendente della parabola che la rappresenta: la passione. Irrazionale, compulsiva, obnubilante, infondata, finanche ereditaria.
Prendo atto con rassegnazione di appartenere a questa seconda categoria.
Guardo, osservo, leggo, elaboro, interiorizzo tutto quello che mi capita a tiro. Con tale avidità da rendermi sovrappeso. Questa è l’occasione di uscire allo scoperto, di esternare e condividere. Sono sicuro che il mio coming-out risulterà lenitivo anche per tanti altri; ad esempio per tutti quelli che ritengono il nero saphirschwarz di BMW sia unico per il modo in cui riflette la luce, in perfetto equilibrio con le finiture cromate e con la trasparenza dei gruppi ottici. Forse ancora meglio nella penultima edizione della serie 3 (E90, dal 2005 al 2012), ma in maniera sublime nell’ultima serie 5 con gli interni in pelle chiara dakota oyster.

O per tutti coloro che trovano irresistibile la RR Evoque, uno squarcio, un vero e proprio car crash nel design contemporaneo. Ne parleremo abbondantemente.
Se possibile evitando banalità e by passando le considerazioni scolastiche di cui ci bombarda l’editoria nostrana.
Informare sì, ma soprattutto parlare di quei dettagli che ci avvinghiano, dei risvolti che ci appassionano e che ci fanno sentire più vicini alle nostre fidanzate a 4 ruote.
Soprattutto se su quell’auto ci abbiamo fatto un pensierino; che immancabilmente è diventato un’ossessione.
Tant’è; proviamo a descrivere lo scenario: la proliferazione dell’offerta ha dato vita ad una costellazione di nicchie che definirei inebriante. La contemporaneità dell’auto somiglia a quella del fashion design, dove oggi convivono innumerevoli trend. La scelta è ricca ed ognuno può individuare il proprio target. Del resto ognuno di noi rappresenta un target. La sola contraddizione è che, per quanto lo si provochi, il consumatore di auto raramente può permettersi di “indossarne” tre al giorno e magari cambiare stile nel w.e.

Personalmente sono rassegnato ad un dress code monotono (una ne ho…). Sarà forse che ho un posto solo in garage?
La verità e ormai ho un età che mi consente di dominare l’istinto e mi ha reso libero dall’ansia del possesso. Mai però dal sogno e dalla voglia di condividere la mia passione.
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