Premio Bugatti-Segantini a Nova Milanese
Ancora una volta mi trovo a scrivere delle gesta artistiche di mio padre… è un’occasione importante, di quelle che non capitano tutti i giorni, e io, figlia orgogliosa, non posso esimermi dal raccontarlo!
Forse Nova Milanese, frazione della provincia brianzola, non evoca in noi fiorentini nessuna particolare immagine… tuttavia si dà il caso che tale paese si fregi di un importante premio artistico, giunto quest’anno alla sua 67esima edizione. Si tratta del Premio Bugatti-Segantini (in memoria di Bice Bugatti e Giovanni Segantini), un premio alla carriera che ogni anno viene conferito ad un artista di fama internazionale, selezionato da una giuria formata da critici e storici dell’arte. Insomma, per farla breve, per questa edizione l’artista individuato dal curatore Massimo Bignardi e avallato dalla giuria è proprio mio padre: Riccardo Guarneri.
Il premio consiste nell’acquisto di un’opera del premiato di turno (mi si perdoni il gioco di parole) e nell’organizzazione di una mostra personale nei bellissimi spazi di Villa Vertua, ovviamente a Nova Milanese.
Le opere in mostra sono 18, tutte recenti, e sono accompagnate da un catalogo con un bellissimo testo del curatore Bignardi, di cui voglio riportare qualche frase: “Tra gli artisti che Filiberto Menna, nei primi anni settanta, aveva indicato come le espressioni più significative della Pittura analitica, Guarneri è tra questi quello che si è maggiormente confrontato con la scena artistica nordamericana e, in particolare, con l’ambito della field painting. Nelle opere recenti, quali Sfumare verso un giallo centrale, del 2021, Freddo e luminoso, del 2022 [in foto], oppure 2 archi di cerchio, del 2024, tutte presenti in mostra, l’artista organizza piani, a mo’ di schermi di diversa luminosità e trasparenza, accentuati dai salti tra tinte fredde, il viola, l’azzurro e le calde sfumature del giallo e del rosso. Valori cromatici che restituiscono coppie, profondità-superficie, caldo-freddo, vicino- lontano, particolarmente care all’analisi wölffliniana. Struttura, in sostanza, un luogo dell’immaginifico e, al tempo, uno spazio ove si realizza il fenomeno della visione: in sintesi la vita”.
Oltre alla mostra personale “Riccardo Guarneri. Transiti della luce” si può visitare, nell’adiacente Villa Brivio, la mostra collettiva “Incombenza della pittura”, che raccoglie una selezione tra le opere vincitrici delle edizioni passate del Premio. Insomma un bellissimo e importante riconoscimento che (come al solito) arriva dall’esterno e non dalla noncurante e indifferente Firenze…

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