Saranno corse sfrenate
Ventiquattro bustine, rosse e marroni. Ventiquattro biglietti, partendo dall’uno e poi via su. Ventiquattro risvegli con la curiosità di leggere che cosa i folletti ci avevano lasciato scritto nel nostro calendario dell’avvento. E siamo al 24. Il giorno che preferisco. È il giorno che preferisco. Il grigio del cielo. Il verde. Il rosso. Lo scintillio delle candele. Il calore della casa. Le canzoni del Natale, suonate piano piano. I regali da impacchettare. La tavola da apparecchiare. Un giro fuori, a piedi.
“Buongiorno bimbi. È la vigilia di Natale!”.
“Ci sono i regali?!”.
“No…. È la vigilia, non è Natale”.
“Oddio, ma allora manca solo un gioirno?!?!??!”.
“Sììì!”.
“E poi alliva Babbo Natale con la zlitta e le lenne?!”.
“…… più o meno, sì!”.
“E pasza da i’ camino?”.
Ogni vigilia la stessa domanda!
“Mmmm, no. Noi non ce l’abbiamo il camino!”.
“E allora da dove passa?”.
“Gli lasciamo la porta della veranda aperta, sì?”.
E risolta questa faccenda di babbo Natale, si salvi chi può. Sarà – forse! – il Lego a salvarci dalla frenesia dell’attesa. Sarà qualche bell’albo – molto illustrato e poco scritto. Saranno i biscotti che prepareremo per lasciarli a Babbo Natale, questa notte. Forse! Per il resto: saranno corse sfrenate – e non parlo di quelle all’ultimo regalo! Salti a più non posso. Urla e bisticci. Perché l’attesa può essere meravigliosa. Ma anche tremendissima. It’s depends. Chissà come andrà quest’anno. Intanto: buona viglia di Natale!


