A Firenze gira voce
A volte la vita propone degli intrecci impensabili, sicuramente casuali, ma che ti lasciano il dubbio che il fato, invece, c’entri da protagonista! Il giorno in cui ho iniziato la lettura di questo romanzo, proprio alle prime pagine, stavo sentendo la radio in sottofondo… Gino Paoli: eravamo quattro amici al bar! Pensate, qui si tratta di quattro amiche Valeria, pubblico ministero al tribunale di Firenze, Erika, poliziotta, Monica, commercialista e Giulia, giornalista de La Notizia, il quotidiano più importante della città del giglio. Si tratta di una storia noir, con due omicidi e con proiettili che vanno a stravolgere la vita di più famiglie. E il nostro Gino con la sua pallottola conficcata a un centimetro dal cuore? Ma è un caso su, via! Come è un caso che quando l’azione si sposta a Genova, il pubblico ministero che la prende in consegna si chiami Enzo Papini(sic)… Quindi un inizio di lettura da leccarsi i baffi!
Siamo al palazzo di giustizia (Gotham City per molti fiorentini) quando durante un’udienza si odono degli spari: un piccolo industriale accusato di bancarotta, al culmine dell’esasperazione prende in ostaggio il pubblico ministero. Colluttazione, tentativo di far recedere dal malsano intento il Bergamini (il nome del tizio), attimi di pura tensione e alla fine tutto si risolve! Beh, siamo proprio all’inizio…
Da questo climax iniziale si entra nella zona in cui la storia racconta di una probabile corruzione che coinvolge grandi industriali, avvocati, commercialisti e giudici… (Chissà che generi di pensieri avranno fatto i colleghi della scrittrice che ricordo operare proprio a Firenze come pubblico ministero! Si saranno rivisti in qualche personaggio? Chissà?)
Ma dicevamo della storia.
Questa riparte dalla rimessa in libertà del Bergamini, in attesa che venga processato, ma che, preso da uno stato d’animo fra il depresso e l’imbestialito, decide di scappare. Ma non essendo un delinquente di professione, anzi solo un disgraziato colpito dal destino avverso (ancora?), viene ritrovato con facilità. Lo vediamo sul ponte sospeso sulla Lima, nel pistoiese, quando paventa di gettarsi se non venisse immediatamente ascoltato dal pubblico ministero. La nostra Valeria, appunto, accorre quindi a tentare di convincere l’industriale a non fare gesti irrimediabili. Quando il Bergamini, dopo lunghi minuti di colloquio, viene convinto a scandere dalla balaustra, ecco che uno sparo, veramente inaspettato, lo uccide!
Da qui inizia la vera indagine che vedrà coinvolte tutte le amiche in una sinergia di intenti veramente notevole.
Il libro è piacevolmente scritto, con inserti descrittivi della città, sotto la neve, che fanno ripercorrere ai fiorentini diversi luoghi conosciuti della città. Bei dialoghi, privi di banalità, e con una descrizione psicologica accurata di ogni personaggio.
Trama lineare ma non scontata, si legge con gusto fino alla fine!
Edizione commentata
Christine Von Borries, A Firenze gira voce, Mondadori Libri Spa, Milano, 2025
![]()


