Babbo bastardo…
Carissimi amici, dobbiamo immensa gratitudine ad una nostra affezionata lettrice per averci fatto dono dell’ottimo scatto che fa da corredo alla nostra rubrica odierna. L’oggetto ed il soggetto, che qui si fondono in una mirabile sintesi, altro non è se non il caro buon vecchio Babbo Natale, in una delle sue versioni più deleterie, quello di arrampica muri e terrazze o, citando un’ironica canzone in proposito: «come alpinisti, grandi obesi, fanno i free climbers per molti mesi». Sì, perché l’infausta moda dei babbi-appesi, prevedeva di dimenticarli a mezz’aria ben oltre il periodo naturale delle festività comandate. Ma ecco che ancora una volta ci viene incontro un ignoto genio fiorentino che, senza perdersi in inutili dibattiti sul ruolo iconografico e sociale del suddetto celebre personaggio, si risolve in un colpo solo di porci davanti ad un curioso interrogativo. Ci sono i cassonetti per la carta, per l’umido, per il vetro e il tetra-pack, ci sono ovviamente i cassonetti per i rifiuti generici e persino quelli per riciclare i vestiti vecchi ma, dove cavolo si fa la differenziata per i babbi natali usati? Nell’incertezza ha voluto quindi gridare la sua denuncia lasciando alla nostra vista l’infelice Santa Claus di seconda mano in un semplice cestino urbano. A questo punto, pur apprezzando la forza del gesto, ci corre l’obbligo di ricordare la nostro genio l’efficace slogan di una campagna di sensibilizzazione di qualche tempo fa. “Se lo abbandoni il bastardo sei tu!”
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