Firenze e il Piano Iris: verde in città, grigio nei commenti
Pochi giorni fa la sindaca di Firenze Sara Funaro ha diffuso sui social un video in cui spiega come il Piano Iris, approvato un anno fa con l’ambizioso obiettivo di rendere la città più verde e più vivibile, stia andando avanti, con il raggiungimento di quota 4000 nuove piante messe a dimora, avendo riposto particolare attenzione ai sistemi di irrigazione (spesso i giovani arbusti non arrivano al primo anno di vita a causa dell’estate inclemente) e ricordando il discreto successo riscontrato dal progetto Custodi del Verde (di cui avevamo già parlato qui). Il Piano Iris si ispira al modello 3-30-300 (3 alberi visibili dalla propria finestra, 30% di verde presente nel proprio quartiere, 300 metri di distanza massima per raggiungere un giardino) e utilizza varie strategie per abbassare la temperatura media e di picco e per riconsegnare la città alla natura, mediante de-pavimentazione di aree cementificate, realizzazione di orti urbani e aree giochi più grandi e diffuse.
Ognuno può essere d’accordo o meno sugli strumenti adottati e sui risultati ottenuti, ma lo sforzo da parte del Comune nel rispettare una promessa elettorale va riconosciuto. Se invece non si è d’accordo su questa affermazione, si può provare ad elencare delle critiche o dei rilievi sull’operato dell’amministrazione, come è giusto e doveroso che sia. Ma qualsiasi annotazione, anche la più cattiva e astiosa, possiate immaginare, impallidirà di fronte ai commenti che si trovano sotto il messaggio pubblicato sui social. Credo che il livello di livore raggiunto dai critici da tastiera sia difficilmente raggiungibile, ci dev’essere una scuola apposita per formarsi allo scopo. Chi si vuole avventurare nella lettura di questi commenti (attenzione, si tratta di un’operazione riservata a stomaci forti) si troverà di fronte ad una raccolta dei più classici luoghi comuni riscontrabili su internet. Si parte dagli immancabili esperti della materia, in questo caso si parla di botanici e giardinieri. Non si ha idea di quanti ce ne siano a giro, meno male che ci sono i post della sindaca per radunarli. Poi ci sono i benaltristi, categoria che si sta affermando sempre più: perché occuparsi di alberi, quando il traffico è impazzito? E le buche chi le sistema? E della sicurezza ce ne vogliamo occupare? Immancabili i nostalgici del passato: gli alberi ci sono sempre stati, erano bellissimi e li avete tagliati; il Poggi li aveva piantati in tutti i viali. Infine ci sono gli ambientalisti ipocriti: va bene gli alberi, ma poi l’auto dove la parcheggio? Tanti soldi per la tramvia, ma il tempo per andare a lavoro chi me lo paga?
Insomma niente di nuovo: il Piano Iris procede, i commenti sui social sono fermi al palo.
Per approfondire
Piano Iris
Firenze sceglie li verde
Custodi del verde
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