Firenze si tinge di ciclamino: domenica torna Corri la Vita
Ci sono riti che una città si dà da sola, senza che nessuno li abbia decretati. Domenica 27 settembre, per la ventiquattresima volta, Firenze ne celebra uno dei più riusciti: Corri la Vita. Decine di migliaia di persone (oltre quarantamila nell’edizione dello scorso anno) si riverseranno nelle strade del centro vestite tutte dello stesso colore. Quest’anno tocca al rosa ciclamino, scelto per le magliette firmate Ferragamo, storico sostenitore della manifestazione.
Il colore cambia ogni anno, e questo è metà del bello. Chi partecipa da tempo ha il cassetto che racconta una specie di storia cromatica della città: il verde militare di un anno, il rosso Toscana di un altro, il blu di quell’edizione lì con l’acquazzone. La maglietta non è un gadget, è un biglietto d’ingresso in una comunità temporanea di quarantamila persone che per qualche ora condividono lo stesso marciapiede e lo stesso colore.
Correre, camminare, o semplicemente esserci
Il percorso di quest’anno parte da viale Lincoln, alle Cascine, e arriva in piazza della Signoria, sotto la Loggia dei Lanzi. Si può scegliere tra tracciato breve e tracciato lungo, tra la corsa e la camminata. Nessuno controlla il cronometro sulla passeggiata: si va al passo che si ha, con il passeggino, col cane (rigorosamente anche lui in maglietta), con i nonni, con la comitiva che si ferma ogni duecento metri a fare fotografie.
Questa è la prima ragione per cui Corri la Vita merita uno spazio in una rubrica di ambiente. Per una mattina il centro di Firenze torna a essere quello per cui è stato costruito: uno spazio pedonale, a misura di gamba umana. Niente motori, niente clacson, niente slalom tra i cordoli. Si riscopre che la città è piccola, che le distanze che normalmente sembrano insormontabili si coprono in venti minuti, e che il rumore di fondo di una città senza automobili è fatto di voci. È una dimostrazione pratica, non una conferenza: la mobilità dolce funziona, basta lasciarle il posto.
La seconda ragione è la raccolta fondi. Il motto dell’associazione è “Contribuire, realizzare, qualificare”: con una donazione minima di dieci euro si riceve la maglietta, e il ricavato sostiene la lotta contro il tumore al seno e i progetti di Corri la Vita ETS. Le magliette si trovano nei punti di distribuzione in città fino al 24 settembre, poi al gazebo di piazza della Repubblica il 25 e il 26 (dalle 10 alle 17) e la mattina stessa di domenica (dalle 10 alle 13); chi non ha potuto venire in città l’ha ordinata sul sito, ma ormai sono tutte esaurite, a dimostrazione del grande successo da sempre registrato.
La maglietta come chiave della città
E qui arriva la parte che, ogni anno, convince più di tutte. La maglietta funziona da lasciapassare per visitare gratuitamente decine di luoghi d’arte e di cultura, molti dei quali, il resto dell’anno, sono difficili da vedere, aperti a orari impossibili o semplicemente sconosciuti anche a chi è nato qui.
Tra le mete di quest’anno ci sono la mostra “Broken. Il potere del frammento” a Palazzo Strozzi, il Museo Horne, l’Accademia delle Arti del Disegno, il Museo della Misericordia e l’impianto di potabilizzazione dell’Anconella, oltre a destinazioni fuori città come il Centro Pecci di Prato e il Museo della Paglia di Signa; nell’elenco compare anche l’Accademia dei Georgofili.
Mi soffermo sull’Anconella, perché merita. È l’impianto da cui arriva l’acqua che esce dai rubinetti di mezza Firenze: acqua dell’Arno, trattata, potabilizzata, distribuita. Visitarlo significa vedere con i propri occhi che cosa c’è dietro un gesto che facciamo trenta volte al giorno senza pensarci. Di solito, per convincere qualcuno a bere l’acqua del rubinetto invece di comprarla in bottiglie di plastica, servono grafici e numeri sulle emissioni del trasporto. Un impianto di potabilizzazione visto da dentro li sostituisce tutti. Portateci i bambini: è più istruttivo di tre lezioni di educazione ambientale. E per insegnare che l’acqua non va data per scontata, non è un bene per tutti: nel mondo, circa due miliardi di persone (quasi 1 su 4) non hanno accesso a fonti di acqua potabile gestite in sicurezza.
E accanto all’acqua c’è il resto: il patrimonio artistico di una città che per una domenica smette di essere un fondale da fotografare di corsa e torna a essere un luogo dove si entra, si guarda, si chiede.
Un invito, senza altre parole
Dal 25 al 27 settembre, in piazza della Repubblica, il Villaggio della Salute offre esami di controllo gratuiti e materiale informativo sulla prevenzione. Chi vuole può personalizzare il proprio pettorale, dedicando la camminata a una persona.
Ecco: una manifestazione che raccoglie fondi per la ricerca, riempie il centro di pedoni, apre porte normalmente chiuse e mette quarantamila persone nella stessa maglietta è una di quelle cose che non hanno bisogno di essere difese. Hanno solo bisogno che ci si vada.
Ci vediamo domenica, in rosa ciclamino.
Informazioni e iscrizioni: Corri la Vita
Foto in evidenza di Cesare Bacci
![]()


