Grounding
“Grounding”, tradotto dall’inglese, significa, letteralmente, “messa a terra”. Negli impianti elettrici protegge le persone da malfunzionamenti nella trasmissione della corrente elettrica. Negli ultimi tempi i concetti di “protezione” e di “messa a terra” si sono allargati, includendo temi filosofici, salutistici, terapeutici. “Grounding” significa, secondo queste nuove tendenze, riconnettersi con la Madre Terra, scaricando su di essa ansie, ricordi dolorosi, paure, stress. Riprendere il controllo di se stessi attraverso posture solidamente radicate sul terreno, con le ginocchia leggermente piegate, scaricando l’energia negativa. Camminare a piedi nudi per ristabilire il contatto fisico con il terreno. Sul web si trova già un ampio ventaglio di esercizi e tecniche di tutti i tipi, soprattutto a livello di respirazione e di coordinamento sensoriale.
Ricollegare il nostro organismo al terreno. E quindi, ampliando forse arbitrariamente il concetto, alla Natura.
Onestamente non sappiamo se si possa considerare un esperienza di “grounding” quella che abbiamo fatto sulle montagne del Tirolo austriaco nei giorni passati. Su un sentiero che scende da 2000 metri a circa 1400 sono state allestite delle strutture in legno, flipper e piste, su cui far correre delle palline, anch’esse in legno. Dedicato inizialmente ai bambini, anche gli adulti si cimentano in questa sorta di scacciapensieri che, a tutti gli effetti, si può considerare una tecnica di “grounding”. Il contatto con il terreno è innegabile, anche se non a piedi nudi (sarebbe piuttosto complicato e doloroso visto il ghiaino del sentiero e i numerosi passaggi nel bosco per recuperare le palline finite fuori pista). I sensi lavorano continuamente. La vista per bearsi di quello che ci circonda, l’udito per percepire i suoni degli animali e il rumore dell’acqua del torrente. Il tatto per entrare in connessione con la pallina. L’olfatto e il gusto verranno successivamente messi in azione dagli odori e dai sapori dei gustosi cibi del luogo. E poi la respirazione, perché sembra di essere in una camera iperbarica perché, nonostante l’altitudine, c’è sempre una quantità abnorme di ossigeno.
Non è una gara, perché non c’è niente in palio. La gente intorno è tranquilla, sorride, saluta, cammina. I bambini si divertono come matti e in mano hanno una pallina di legno e non un cellulare. E li vedi così fieri nel loro camminare, e nel loro impegnarsi nel gioco, che ti chiedi perché per molti genitori esista solo il mare come luogo di vacanza.
Arrivati in fondo, grande soddisfazione innanzitutto per non aver perso la pallina (sono dei piccoli capolavori, costano due euro e vengono distribuite da aggeggi uguali a quelli che una volta da noi distribuivano le palline di chewing-gum). Poi ti rendi conto che sono passate due ore e sei in fondo al sentiero con la voglia di riprendere la funivia e di ricominciare da capo. E capisci che due ore di cammino in città non passano mai e qui sono volate. Insomma, è una bella e salutare “messa a terra”. Poi magari in inverno ti cimenterai con gli esercizi trovati su internet. Ti pianterai sulle gambe leggermente flesse, a piedi nudi sul pavimento, respirando profondamente, per scaricare tutto quello di negativo che hai accumulato.
Sempre, però, stringendo tra le mani quella pallina di legno che in estate ti ha dato tante soddisfazioni.
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