Ho baciato Paola Cortellesi
Ho baciato Paola Cortellesi sui lungarni in una bella sera d’estate qualche anno fa. C’era la luce piena di una bella luna e quella più fioca dell’illuminazione pubblica dei lampioni. Eravamo un po’ più giovani. Lei aveva poco più di trent’anni, io non ricordo i miei anni di allora, ma posso assicurare che erano qualcuno in più dei suoi. Ho un ricordo ben presente di quel bacio del passato. I baci in realtà sono stati due: uno per guancia. Lei li ha solo accolti, però lo ha fatto sfoderando un bel sorriso. A dividerci, purtroppo, c’era una transenna. Lei stava girando una scena del film “Piano, Solo” sul Lungarno Acciaiuoli. Mi trovavo da quelle parti per caso. In una pausa della lavorazione ho chiesto da lontano se Paola si poteva avvicinare alla transenna per salutarla. E, incredibile, si è avvicinata a me e alla transenna. Ed è così che è successo quello che non avevo nemmeno osato sperare.
Il film è la storia della vita (e della morte) del pianista jazz fiorentino Carlo Flores. Un talento vero. Paola Cortellesi è la sorella del protagonista Kim Rossi Stuart. Una scena è stata girata anche all’interno del Caffè degli Artigiani in piazza della Passera. Sarà anche per questo che il Caffè degli Artigiani ha mantenuto sempre viva questa sua vocazione cinematografica organizzando delle rassegne di film al suo interno nella bella saletta al primo piano. Già, proprio, nella stessa saletta dove è stata girata una scena di “Piano, solo”. A questo giro con inizio alle ore 21.00 dell’8 aprile per quattro mercoledì ci sarà il Cineforum degli Artigiani. I film da vedere saranno “La parola ai giurati”, “Testimone d’accusa”, “Il verdetto” e “Giurato n.2”. Tutti belli e interessanti. Quattro film che hanno come protagonista un’aula giudiziaria. Si, perché ad essere raccontati saranno quattro processi. Si può, anzi si deve, continuare a parlare di giustizia anche dopo il referendum.
Il cinema è più bello se è condiviso. Ed è ancora più bello se lo è in luoghi dove abitualmente ad essere condivisa è la convivialità che ruota intorno ai tavoli pieni di bicchieri e di piatti stracolmi. Un calice di vino, un boccale di birra, un cocktail, una fetta di torta, un panino, sono meglio del pop corn. I gradi alcolici aumentano il gradimento del film.
Ieri sera ho rivisto Paola Cortellesi, ma purtroppo non l’ho potuta baciare dal vivo. Non stava girando nessun nuovo film a Firenze. Era dentro la televisione. Non avevo ancora visto “C’é ancora domani”. Cavolo. Successo meritatissimo. E poi quanto è brava lei, Paola Cortellesi. Dal divano ho potuto baciare la sua bravura. E non c’era nessuna transenna a dividerci.
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