Il ragazzo
Triplice fischio finale. 1 a 1 in casa contro l’Atalanta. Triplice fischio finale anche per questo campionato triste, triste, triste, ripetuto all’infinito, come nella Firenze cantata da Ivan Graziani. Tutti a casa. Come il titolo di un bellissimo film con Alberto Sordi sull’8 settembre. Non gioco più, me ne vado. Sì, proprio come la canzone di Mina, sigla finale del celebre varietà “Milleluci” della Rai anni settanta. Su questo campionato però si è accesa solo una luce, quella della vittoria del 2 a 0 contro la Juventus. L’eccezione, perché la regola è stato il buio. Non si aspettava altro che questo buio potesse spegnersi definitivamente dopo che contro il Genoa si era raggiunta la matematica sicurezza di rimanere in serie A. La Fiorentina è salva ma di questo campionato non si salva niente. Nemmeno il fatto di essere salvi. È salva solo la speranza che il prossimo anno non si patisca così. E questa speranza può dimostrarsi tale a partire da subito, dalle prime scelte che farà la società nel calciomercato. A partire da chi sarà il prossimo allenatore. Da oggi inizierà il giro quotidiano dei social alla ricerca di notizie. Da oggi si leggerà ogni giorno il libro dei sogni di quella speciale campagna elettorale che è il calciomercato. Il calcio ha questo di bello, anzi di confortante come dice quello specialissimo tifoso dell’Arsenal che è il Colin Firth del film “Febbre a 90°”. C’è sempre, da subito, un nuovo obiettivo sul quale concentrarsi. In attesa del nuovo inizio di campionato ad agosto. Il bello del calcio è che ti fa rimanere sempre ragazzo perché la vita non ha come unità di misura l’anno per intero ma l’anno scolastico. E l’anno scolastico, guarda un po’ coincide, settimana più, settimana meno, proprio con la stagione del campionato di calcio. Che c’è di male a volersi sentire sempre ragazzo. Nel film viene raccontato lo scudetto vinto dall’Arsenal nel 1989. E l’Arsenal è vincitrice anche quest’anno dello scudetto inglese. Chissà se e quando noi potremo poter vivere quella gioia. Il nostro cuore viola continua a rimanere in attesa.
Per elaborare il lutto della stagione appena finita sono salito in bici verso il piazzale per potermi godere, ben disegnati su un muretto, i colori della squadra della mia città che si mescolano con quelli della mia città. Proprio un bel belvedere. Un po’ mi è servito. Forza viola sempre e comunque.
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