Il panchinaro
Chi decide dove mettere le panchine?
Non credo che in Comune esista un ufficio panchine. Ma qualcuno ci deve essere per forza che un giorno decide dove e quale tipo di panchina da mettere proprio lì. E perché proprio lì? Ci devono essere dei criteri. E, ne sono convinto, non deve essere mestiere facile. A mio parere ogni Comune si dovrebbe dotare della figura professionale del Panchinaro. Lui, il Panchinaro deve coniugare le capacità creative e progettuali di un architetto, le conoscenze tecniche e scientifiche di un ingegnere, la manualità e l’ingegno di un artigiano e le capacità relazionali e di individuazione del bene comune che dovrebbero essere proprie di un buon politico. Tutte queste competenze per fare quello che ci dovrebbe essere in ogni Comune: il piano regolatore per le panchine. E solo chi è laureato in Panchineria lo dovrebbe fare.
Perché le panchine sono così importanti? Perché le panchine sono fondamentali in città. Il loro numero, il tipo, le sue condizioni sono tutti indicatori della qualità della vita di una città. Le panchine sono luoghi di incontro. Sono il centro della comunità. La strada deve essere fatta soprattutto per chi ci cammina. E chi ci cammina ha bisogno di riposarsi, di fermare i muscoli per mettere in moto l’anima, di mangiare un panino, di leggere un libro, di aspettare qualcuno, di baciare quel qualcuno quando arriva. Ha bisogno di mettere una parentesi nel proprio cammino. O forse è il cammino stesso la parentesi tra una sosta e l’altra. Boh!
Chi porta con sé una responsabilità nelle scelte di una città si deve prendere cura soprattutto di chi la città la vive metro per metro e non solo per chi la usa per spostarsi altrove chiuso nella sua cella a quattro ruote che pesa una tonnellata e mezzo. Si!
Stamani sono apparse in piazza della Calza due panchine di pietra serena, belle larghe e lunghe, anzi lunghissime, che a sedere ci possono stare anche 5/6 persone. E forse anche 7. Dalla montagna dove è stata cavata la pietra serena è risorta sotto forma di due panchine all’ombra del muro di delimitazione del Giardino di Boboli, accanto alla porta laterale aperta sul piazzale di Porta Romana. Sono pronte ad accoglierti stese in un marciapiede allargato che fa quasi piazza, condiviso con una rastrelliera per bici e dei cassonetti interrati. Un piccolo centro di vitalità quotidiane. La cosa interessante è che le due panchine sono lungo il percorso quotidiano che fanno i ragazzi e le ragazze del vicino Liceo Artistico all’uscita ed all’entrata della scuola da e per la fermata di Autolinee Toscane posta proprio in piazza della Calza. E negli orari di entrata e di uscita di scuola tutta questa gioventù è proprio un bello spettacolo. Ma fino a ieri solo posti in piedi. Da oggi per assistere al proprio spettacolo questi ragazzi possono mettersi anche comodamente seduti. E bravo il nostro Panchinaro Fiorentino. Chissà, magari a Firenze c’è già.
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