Ondebeach
Non ci sono più le mezze stagioni è un’affermazione che per avere in sé un elemento di verità presuppone il fatto che un tempo siano esistite veramente queste mezze stagioni. Del resto prima di finire la propria esistenza bisogna pur aver vissuto un tempo, lungo o corto che sia. E chissà quando sarebbe avvenuta questa fine. Boh! Non c’è bisogno di fare nessuno sforzo perché quel giorno non c’è mai stato. La realtà è molto più semplice: le mezze stagioni non sono mai esistite. Ci sono sì le mezze temperature che si mescolano a manciate di giorni nelle temperature interamente fredde dell’inverno o in quelle interamente calde dell’estate, ma non sono un blocco definito che si ripete uguale tutti gli anni da quel giorno a quel giorno. La primavera ormai si è sempre sentita stretta nel recinto dal 21 marzo al 20 giugno e scavalca anche nei territori dell’autunno, e perfino dell’estate e dell’inverno. Certo, credo che sia anche una questione di cambiamento climatico. Non si spiegherebbe altrimenti l’impazzimento delle temperature che fa fiorire la mimosa a gennaio, ma, confesso, che da quando ho eletto un mio domicilio a Piombino ho scoperto che la primavera non esiste e penso che qui a Piombino sia sempre stato così. O quantomeno è molto probabile. Perché? Perché qui l’estate comincia un mese dopo quello che dovrebbe essere l’inizio ufficiale della primavera. Vale a dire: ad aprile. È ad aprile che riapre il Bagno Baratti nella versione locale sulla spiaggia e in quella con ombrelloni e sdraio. Ieri ho assistito al montaggio della pagoda del Polpo Marino, sempre a Baratti. Mi sono avvicinato e ho chiesto quando saranno operativi con il loro menù. Apriranno il 25 aprile. “Ma lo sai che l’anno scorso siamo stati qui il giorno dell’apertura con lo scontrino n.11”. “Ti aspetto sabato per migliorare il record”. “Lasagnette di mare?”. “Lasagnette di mare tutta la vita”. Al bar Falesia in pieno centro a Piombino ho potuto fare colazione in piazzetta accanto alle scalette del Metropolitan (che purtroppo chissà quando riaprirà, se riaprirà) con la sfogliatella crema e amarena vestito dalla vita in giù solo di bermuda e di infradito. E non ero il solo. E non sentivo freddo ai piedi e alle cosce. Stessa vestizione e stessa sensazione di non freddo al ristorante da Balestra mangiando gnocchetti al pesto con polpo (!). Al mercato sembra addirittura che si sia già a fine estate perché ci sono due banchi che vendono, come se fossero rimanenze di negozio, solo infradito a prezzi stracciati. Sotto casa il mio amico Spartaco mi annuncia: “Sento che quest’anno sarà una stagione meravigliosa per pomodori, friggitelli e melanzane”. Sulla mia panchina preferita posso finire il mio libro di Daniele Pasquini, La Fine della Frontiera. E sempre in bermuda e infradito. Non c’è modo migliore che finire questo libro in questo primo giorno d’estate. Qui, proprio sull’orlo di una frontiera invalicabile, quella del mare di fronte a me. E poi è fico farlo con i fichi d’India in fiore.
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