Ottone Rosai. Poeta innanzitutto.
A suo tempo estremamente conosciuto tra le mura fiorentine, ma praticamente sconosciuto fuori come ha affermato il maesto Georg Baselitz in una sua recente intervista, Ottone Rosai è uno di quegli artisti a tutto giro che hanno dedicato l’espressione della propria arte alla loro città di origine.
Infatti è inutile, sopratutto per i lettori fiorentini, scrivere della sua carriera o citare le sue opere.
Pittore e poeta, capace di rappresentare Firenze nella sua quotidianità e nella sua bellezza sia nei suoi quadri che nelle sue scritture con una sensibilità definita, sempre da Baselitz, brutale.

Una esposizione di 70 opere selezionate dal cosiddetto Lascito Rosai, ovvero la collezione della città, per la prima volta accompagnate da altre della Collezione Alberto Della Ragione avrà luogo in due ambienti del Museo. Completa la mostra una serie di documenti dell’epoca.

Estremamente interessante la selezione delle opere. Immancabili leviste dei monumenti e delle architetture fiorentine tra cui troviamo Palazzo Vecchio, la chiesa del Carmine e Santa Maria Novella. Arrivano poi i paesaggi della campagna che circonda la città e inife forse la parte più interessante: i ritratti degli amici di Ottone Rosai: pittori, editori e personaggi della elite culturale fiorentina della prima metà del ‘900.

La mostra sarà visitabile fino al prossimo 4 ottobre con lo stesso orario del museo.
Materiale fotografico da museodelnovecento.it
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